Come giocare sulla pelle dei tifosi

Il bluff del Cesena, la serie D e Luca Mancini: chi ci rimette è il tifo
28.06.2018 11:00 di Gian Piero Travini  articolo letto 5385 volte
Come giocare sulla pelle dei tifosi

Scordatevi Technogym alla guida del Cesena.
Scordatevi Orogel alla guida del Cesena.
Scordatevi la cordata Amadori, Trevi, PLT alla guida del Cesena.
Non sono ipotesi reali. Nonostante le voci, i vocali che girano su WhatsApp, non c’è nulla di reale.

Paradossalmente la realtà è questa dirigenza.
Il futuro del Cesena è Giorgio Lugaresi. Fino a che non si mette a scrivere lettere, almeno.

Ad oggi esiste ancora AC Cesena spa. E fino a che esisterà stiamo parlando del niente, soprattutto ora che la Società ha scelto il bluff dell’iscrizione alla serie B per cercare di cautelarsi dagli attacchi di Federazione, Lega e Procure invece che fare il primo vero atto di responsabilità in cinque anni verso i tifosi portando i libri in Tribunale dopo non essere riusciti a pagare gli stipendi.
Quando arriverà la PEC dell’Agenzia delle Entrate le strade da percorrere sembrano essere quattro, e in parte sono state raccontate in questi giorni, e saranno tutte in mano al Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, cui la Figc ‘consegnerà’ il titolo sportivo
. Antenne dritte su possibili speculazioni edilizie e su free-rider e funamboli della finanza creativa sembrano essere le priorità per Palazzo Albornoz: in ogni caso l’intenzione del Comune è di presentare una proposta seria per la continuazione della vita bianconera entro la fine di luglio.

Serie D partendo dal Romagna Centro. La società ex Martorano ha concluso una serie D con grande dignità e potrebbe essere una via per ripartire dagli ultimi 78 anni di storia bianconera. E da Beppe Angelini, tecnico dei romagnoli e sempre nel cuore dei tifosi bianconeri. Il centro sportivo di via Calcinaro potrebbe essere l’occasione per far crescere una cittadella dello sport, quella ‘Cesenello’ di cui ogni tanto anche alcuni dirigenti bianconeri hanno parlato. Attorno al nome del Romagna Centro potrebbero concentrarsi alcune grandi aziende cesenati, soprattutto se il big player Orogel decidesse di spostare il suo precedente impegno con i bianconeri su questa realtà. Il vantaggio sarebbe non avere oneri di iscrizione se non quelli di chi ha diritto di partecipare al campionato. Una Società che voglia iscriversi alla D senza averne diritto arriverebbe infatti a sborsare 300mila euro per partecipare al campionato. Poco se si pensa a quanto sono i costi di una serie B, ma un’enormità se rapportati a squadre come il Modena che ha già previsto 2 mln di euro per affrontare la categoria e tentare subito il salto in serie C. Perché, ed è proprio così, quest’anno fare i Dilettanti non sarà semplice per nessuno. Questa opportunità è vista di buon occhio dall’Amministrazione comunale, non fosse altro per la vicinanza che lega l’Assessore Castorri alla Società: ovviamente si tratterebbe di una rivoluzione che vedrebbe molti bianconeri esclusi dai loro ruoli storici. E se proprio si deve ripartire, fare piazza pulita è l’unica soluzione. Il Resto del Carlino ha accostato anche Rino Foschi a questa possibilità, ma la presenza dell’ex ds in Società non è scontata. E forse nemmeno troppo apprezzata. Di certo i terreni tra via Calcinaro e la prima parte di Pievesistina fanno gola a molti, in una possibile chiave residenziale... 

Serie D partendo dal San Marino. E da Luca Mancini, che del San Marino è presidente. Con i problemi di affiliazione tra Figc e Federazione Sammarinese e il braccio di ferro con lo Stato della Libertà, Mancini non ha mai nascosto che fare calcio a Cesena sarebbe di nuovo il suo sogno. Con lui potrebbero resistere professionalità come Gabriele e Marco Valentini, in continuità con gli ultimi dieci anni di gestione, e questo è quello che più spaventa i critici dell’era Lugaresi, moltiplicatisi negli ultimi tempi. Mancini, con Cesena Captive srl, avrebbe disponibilità finanziarie del tutto adeguate ad una serie D sul territorio, ma non è detto che l’ipotesi sfagioli i tifosi bianconeri.

Commissariamento della Figc modello-Vicenza. Le tempistiche non sono mai casuali. Covisoc si fa vedere a fine marzo, poco prima che il Cesena imbocchi la via della 182 bis-ter. Riferisce all’Agenzia delle Entrate le proprie impressioni e intanto presenta esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Bologna ex Art. 2409 C.C., intanto la Procura della Repubblica di Forlì indaga e presenta istanza di fallimento, depositandola il 20 giugno, il giorno dopo che l’Agenzia, informalmente positiva in prima battuta, ha segato la proposta di ristrutturazione del debito dei bianconeri. Poi si unisce la Procura federale. La tempesta perfetta di cui parlavo a novembre 2016 e che il Cesena ha evitato iscrivendosi al campionato solamente ‘inventandosi’ l’adesione alla rottamazione nel 2017, ovviamente non perfezionata, è arrivata ora. E tutto questo con tempistiche da orchestra di Glenn Miller: è evidente che la Figc miri a commissariare il Cesena per tutelare i propri iscritti. Tuttavia il commissariamento viene effettuato a campionato in corso quando una Società esplode per mantenere l’equilibrio della stagione in corso e provare a portare fuori la squadra dai rischi finanziari cercando una nuova governance. Il problema è che la dirigenza attuale del Cesena non sembra intenzionata a farsi tagliar fuori, che è poi il problema principale per cui si è arrivati a questo punto: una nuova iscrizione in B comporterebbe in questa situazione semplicemente un altro aumento del debito bianconero.

Serie B partendo dal Cesena. Oh, metti che arriva pure il SÌ dall’Agenzia delle Entrate...