Uomini di poca fede

03.03.2018 18:55 di Stefano Severi  articolo letto 2476 volte
Uomini di poca fede

1. Mancano ancora 18 giorni all’inizio ufficiale della Primavera, eppure oggi a dispetto della neve e del “gelicidio” (al cui confronto il neologismo “petaloso” impallidisce) sul Picco è spuntato un raggio di sole. Tiepido eh, per carità, però pur sempre un raggio di sole.

2. Dopo la rocambolesca vittoria con la Ternana il Cesena di Castori era semplicemente scomparso: a parte lo sporadico guizzo di Cacia ad Avellino erano arrivate tra partite da incubo, di quelle che fanno presagire una retrocessione diretta.

3. Poi il calendario sembrava offrire un’ottima occasione per il riscatto con il turno infrasettimanale con la Pro Vercelli, prima che Elsa di Frozen, in attesa di fare coming out, spargesse neve e ghiaccio tutto attorno al Manuzzi e causasse il rinvio della partita.

4. Ecco quindi arrivare la proibitiva trasferta del Picco di La Spezia, un campo in cui il Cesena prima d’oggi non aveva mai vinto e “illuminato” solo da un gol di  Pestrin da centrocampo che si perde nella notte dei tempi. A questo aggiungiamo le roboanti dichiarazioni di Castori alla vigilia dell’incontro (“siamo in netta ripresa”) e tutto era apparecchiato per l’ennesima figuraccia.

5. Sono il primo ad ammettere che, di fronte alle affermazioni del tecnico marchigiano circa il miglioramento della condizione fisica dei suoi giocatori, ero quantomeno perplesso. Invece ha semplicemente avuto ragione Castori. Il Cesena oggi ha corso (molto) più dello Spezia e ha ribaltato l’imbarazzante divario tecnico. Hai ragione mister: sono stato anch’io “uomo di poca fede”.

6. Anche sul piano tecnico le scelte di Castori sono state vincenti: a partire da Kupisz-Calimero fino al reintegro da titolare di quel Lamin Jallow che è la vera arma segreta di questa squadra. E poi Dalmonte, finalmente riposato e recuperato e libero di muoversi a piacimento su tutto il fronte offensivo creando non pochi scompigli ai liguri.

7. Ricapitolando: prima vittoria di sempre al Picco, esordio in prima squadra di Ndiaye e per la prima volta in questo campionato il Cesena fa 6 punti su 6 contro una squadra, dopo averli concessi invece ad Ascoli e Cittadella. Ce n’è abbastanza per definirla una giornata storica.

8. Il Cesena di Castori è stato anche più forte della sorte che aveva regalato allo Spezia un fortuito piuttosto singolare, con un grande capolavoro di Guido Marilungo sugli sviluppi di un calcio d’angolo. E il primo tempo si è chiuso con la sensazione che senza quel tocco di classe di Guido lo Spezia non avrebbe mai e poi mai fatto gol.

9. E così è stato: nella ripresa lo Spezia ha sprecato una clamorosa superiorità economica e tecnica che a sfociava inevitabilmente in presunzione (Mora, Terzi e Granoche, vi fischiano le orecchie?) ed è stata punita. Poi per una volta il portiere che ha deciso l’incontro in negativo non è stato il nostro e Amen.

10. Ultimo messaggio per Guido Marilungo: la tua scelta di non esultare dopo il gol mi ha commosso. Sei sempre stato un ragazzo d’oro e un grandissimo professionista al quale il destino ha giocato scherzi beffardi. Però hai dimostrato che il calcio è ancora quello sport che sa scaldare i cuori della gente normale e dei tifosi proprio perché in campo ci sono campioni come te.