Sliding doors

 di Stefano Severi  articolo letto 3017 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Sliding doors

1. Cinquantatré ore e mezza. È il lasso di tempo intercorso tra le ultimi due incontri giocati al Manuzzi: sabato pomeriggio alle 15 Martorano-Rimini e stasera alle 20,30 Cesena-Brescia. Ok, Dickens avrebbe usato l’immagine dello Spirito del Natale per descrivere questa tragica anticipazione del possibile futuro ma il capolavoro di Gwyneth Paltrow probabilmente gode di maggiore popolarità per descrivere quello che ha vissuto lo stadio cittadino: porte scorrevoli, il labile confine tra quello che è e quello che potrebbe essere.

2. Sarebbe stato istruttivo per tanti tifosi bianconeri assistere a quella partita di serie D: non tanto per capire cosa ci potrebbe capitare (la litania del “volete fare la fine del Modena?” è ormai irritante), quanto per capire che sia gravissimo anche il solo prendere in considerazione l’ipotesi. Preoccuparsi di un possibile simile futuro significa aver omesso pesantemente la vigilanza, dovere di tifosi e organi di stampa, su ciò che è avvenuto in passato. Riformulando in termini più semplici: non bisogna essere grati a qualcuno per non aver ancora fatto la fine del Modena o del Rimini, bensì bisogna essere furenti per il solo fatto di rischiare di fare la loro fine.

3. Non vincere stasera avrebbe causato un pesante cortocircuito spaziotemporale rischiando di proiettare virtualmente la squadra bianconera in quella dimensione dilettantistica che appena due giorni fa aveva popolato il Manuzzi. Sarebbe stato grave, anzi gravissimo.

4. Il filo logico della partita del Cesena era chiaro ma tutt’altro che semplice: la priorità sarebbe stata quella di non subire gol nell’attesa di sbloccarla in qualche modo. In poche parole Castori cercava la partita perfetta: quell’1-0 che già aveva salutato il suo ritorno in panchina contro lo Spezia.

5. Dopo il naufragio di Empoli il tecnico marchigiano ha finalmente trascorso un’intera settimana a ripassare la fase difensiva, provando e riprovando a Villa Silvia quello che nelle lunghe sedute con la squadra aveva spiegato alla lavagna. I risultati si sono visti: meno arrembaggi in avanti ma zero pericoli corsi da Fulignati, o quasi.

6. Giusto poi che una partita del genere sia stata decisa da un difensore, anzi dal difensore per antonomasia. Appena domenica scorsa era stato ribattezzato, non a caso, Ministro della Difesa del Cesena, e questa sera il nostro Gennaro ha incornato quella palla con una grandissima rabbia e voglia di riscatto. Uno Scognamiglio che si è fatto impossessare da un mix degli spiriti di Masaniello che guida la città alla rivolta contro gli spagnoli, Maradona che sconfigge il Milan di Berlusconi e De Magistris che attacca Saviano: “Ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost”. Compresi i tre punti.

7. Già, il portiere, nuovamente cambiato: stasera Agliardi è stato fatto accomodare in panchina. Tutto quello che questa società avrebbe potuto sbagliare nella gestione del ruolo più delicato, lo ha sbagliato. Indipendentemente dalla legittima scelta del titolare, che sia Agliardi, Fulginati o persino Melgrati, la scelta deve essere condivisa e difesa. Non si può cambiare portiere con tale frequenza perché così facendo si rischia solo di creare entropia.

8. La partita col Brescia sarà ricordata anche come “quella volta in cui Panico fu schierato a centrocampo”. Qui c’è tutto l’estro di Castori e la fiducia nelle proprie teorie: mettere un attaccante nella linea mediana per costringerlo di fatto a fare il terzino era un bel azzardo. Ma al tempo stesso è un esperimento che valorizza il percorso di crescita tecnica e professionale del giocatore, lo responsabilizza e lo aiuta ad acquisire fiducia.

9. Certo, sarebbe bello se le stesse opportunità un giorno venissero concesse ai giocatori di proprietà e non solo a quelli in prestito, ma qui siamo fuori tema. Che poi, quali giocatori di proprietà? Ormai anche Setola, il grande escluso, è di proprietà del Palermo o di quel che ne resterà…

10. Diciassette punti in classifica sono un discreto bottino per iniziare ad affrontare il tour de force natalizio che condurrà alla sosta invernale. Mentre c’è chi brinda per l’elezione a consigliere di Lega B e programma le prossime vacanze africane, c’è chi (Castori e la squadra) dovrà sudare ancora, e tanto, nonostante le rigide temperature dei prossimi giorni. Perché un Cesena così, compatto e battagliero, può far punti persino a Frosinone.