Radical chic

10.03.2018 20:46 di Stefano Severi  articolo letto 1726 volte
Radical chic

1. “Ferro 3 – la casa vuota”, del regista coreano Kim Ki-Duk, è il film più noioso che abbia mai visto. Film per intellettuali, si dirà. Forse anche Cesena-Carpi di oggi era per intellettuali, quasi radical-chic.

2.  “Das Leben ist kein Ponyhof” dicono i tedeschi, più o meno “la vita non è semplice”. Castori ha riadattato il motto con “la serie B non è semplice”. E forse, su questo, ha ragione. Adeguiamoci e abituiamoci in fretta.

3. D’altronde che sarebbe stata una partita brutta era ampiamente prevedibile: si affrontavano il peggior attacco e una delle peggiori difese della categoria.

4. A proposito di Germania: oggi ricorre il ventesimo anniversario della mitica sfuriata di Trapattoni al Bayern Monaco, quella che in Italia è famosa per le invettive contro “Strunz”. Ecco, fa un po’ impressione oggi sentire Castori prendersela con la stampa a fine partita anziché puntare il dito sui suoi uomini come il Trap.

5. Parliamo del campo: c’erano delle buche talmente grandi che l’Anas si è offerta di riempirle con l’asfalto dell’E45 e la colpa è ricaduta d’ufficio su Virginia Raggi.

6. Giocare su un pantano del genere – e con un colorante marrone sparso sul fondo sintetico per dare l’illusione della terra – non ha certo esaltato le doti tecniche delle due squadre. Talmente notevoli che per lunghi tratti dell’incontro, almeno fino all’ingresso di Laribi, il migliore del Cesena è stato Andrea Schiavone.

7. E Garritano? L’avete rimpianto oggi? Decisamente no. In uno scenario che tanto ricordava le risaie piemontesi di Cavour, un peso leggero come il calabrese ha avuto inevitabilmente vita difficile. Più efficace il panzer Jallow:  probabilmente in estate Foschi ha tenuto conto anche di questo durante la trattativa (spoiler alert: sono parzialmente ironico).

8. Poi è possibile ancora una volta criticare Castori per la formazione iniziale (davvero dobbiamo giocare senza terzini?) e per i cambi tardivi, senza che qualche parente permaloso di primo grado faccia l’offeso sui social network (ogni riferimento è puramente voluto). Resta un dato di fatto: a livello tecnico è la rosa più scarsa del Cesena dai tempi di Nicola Campedelli.

9. Castori come sempre funge da parafulmine: criticando il tecnico marchigiano si distoglie l’attenzione da chi ha allestito una formazione con un budget da metà di sinistra della classifica ottenendo risultati da metà (bassa) di destra.

10. Serve più coraggio, è vero, più aggressività, più carattere: tutto innegabile.  Ora però conta solo una cosa: trattenere il respiro per le restanti dodici (o quattordici) partite in cui il Cesena dovrà ottenere almeno 17 punti (5 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte oppure 4v 5n 3p) poi fare i conti a fine stagione. Questa volta per davvero, però, non con 10mila abbonati.