Quanto vale una vittoria

 di Stefano Severi  articolo letto 4239 volte
Rodriguez gol!
Rodriguez gol!

1. Quanto vale una vittoria? Quella di oggi tanto, davvero tanto. Quella di oggi almeno sei punti e circa una cinquantina di milioni di euro. Oltre naturalmente alla sopravvivenza del’AC Cesena nella forma dell’attuale società calcistica, sia chiaro.

2. Oggi la squadra è entrata in campo con la paura nella testa e nelle gambe. Camplone aveva chiesto di giocare con la mente libera ma non è stato così: era evidente con quanto timore giocassero Schiavone e compagni. Sul fronte opposto c’era una Ternana reduce da una importantissima vittoria ai danni del Trapani e che ormai non aveva più nulla da perdere e che poteva giocare libera da ogni pensiero; a questa va poi aggiunta una cattiveria agonistica del tutto sconosciuta ai bianconeri.

3. È impressionante la fragilità psicologica della squadra di Camplone che lo stesso allenatore abruzzese, complice anche la Coppa Italia, aveva parzialmente ricostruito. Contro Perugia, Bari e persino Salernitana i bianconeri avevano sempre mostrato grande carattere, anche sotto di un gol: oggi a tratti è stata la Ternana a fare la gara.

4. Eppure per una volta il Cesena è riuscito a mettere in campo almeno il cuore e questo è bastato per portare a casa i tre punti più importanti della stagione. La Ternana non ha mai tirato in porta ma fino all’ultimo secondo di recupero il terrore regnava sovrano sull’intero Dino Manuzzi Orogel Stadium.

5. Ha segnato Alejandro Rodriguez, concretizzando una delle due palle gol capitategli tra i piedi: media strepitosa. No, nel suo caso non ci sono sassolini da togliersi dalle scarpe: c’è l’intero Ayers Rock, il gigantesco monolite australiano. Onore a lui, puntero catalano.

6. Quella di oggi era con ogni probabilità la partita più importante del Cesena degli ultimi 10 anni perché una mancata vittoria avrebbe fatto precipitare la squadra nel baratro, mettendo a rischio persino la posizione di Camplone per quanto assurdo possa essere. Per trovare sfide di importanza paragonabile bisogna tornare a Verona 2009 (Vernocchi come Rodriguez) e naturalmente a Lumezzane 2004 (la partita di Dio, il Dio bianconero del calcio).

7. Partita da sei punti: spingere gli umbri nella rupe Tarpea e togliersi dalla zone calde della classifica, quelle che portano ai play-out o alla retrocessione diretta. Il Cesena ora può respirare e prendere fiducia anche dal punto di vista mentale che, come si è visto, è il vero tallone d’Achille della squadra.

8. La salvezza sportiva del Cesena comporta – non è un mistero per nessuno – la salvezza economica. A voler essere più precisi né è condizione necessaria ma non sufficiente. Serve un ulteriore sforzo economico per trovare le risorse necessarie per rottamare parte del debito. Lugaresi, in versione Carlo Martello che ritorna dalla battaglia di Poitiers, annuncia di aver trovato le risorse necessarie a salvarci dagli infedeli. Ma a patto di mantenere il titolo sportivo.

9. A questo punto è semplice fare due conti: tra i fondi necessari alla rottamazione di parte del debito con Equitalia e quelli impiegati per garantire lo svolgimento di almeno altre due o tre stagioni di serie B si raggiunge un giro d’affari di circa 50 milioni di euro che prima della vittoria di oggi era ad un passo dall’evaporare. E che non è ancora per nulla al sicuro.

10. L’ultimo punto è dedicato al padre di un amico che a inizio gara, nei distinti, ha avuto un piccolo contrattempo ed è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso al Bufalini. Dopo l’apprensione iniziale la speranza è che i tre punti possano aver rimesso tutto a posto grazie al servizio medico del Manuzzi,  al miglior nosocomio d’Italia e naturalmente grazie al dottor Alejandro McDreamy Rodriguez.