Pizza, birra e futuro

 di Stefano Severi  articolo letto 4218 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Pizza, birra e futuro

1. Caro Camplone, adesso è anche colpa tua. Perché il 30 agosto, quando Crimi ti ha avvicinato a Villa Silvia per dirti che aveva accettato la proposta dell’Entella, tu non hai avuto il coraggio di fare quello che ritenevi giusto: far saltare il banco.

2. Le attenuanti c’erano tutte e le sappiamo ma quello era il momento giusto per gridare al mondo che depauperare in maniera selvaggia una squadra che l’anno prima si era salvata solo alla penultima giornata non avrebbe portato a nulla di buono. Ora è tardi per abbandonare la nave e sei da solo a cercare il miracolo. E in caso di successo il nostro Paolo Lucchi sarà ben felice di consegnarti per un giorno le chiavi della città, vero Sindaco?

3. In seconda battuta sotto processo (giornalistico, sia chiaro) finisce Rino Foschi, più o meno con le stesse critiche rivolte a Camplone: aver accettato di provare a costruire una squadra con un budget negativo, ovvero cercando di incassare quattro milioni in più di quanto speso.

4. Si potrebbe criticare, andando più nel dettaglio, gli oltre duecentomila euro d’ingaggio accordati a Scognamiglio o il tesseramento di Cacia: per i giocatori di una certa età saltare la preparazione estiva significa compromettere tutto il girone d’andata. Ma sono peccati veniali dettati dalle ristrettezze economiche e sicuramente secondari rispetto all’aver dato ancora una volta fiducia al “progetto” Lugaresi.

5. Si potrebbe persino criticare il presidentissimo ma sarebbe un mero esercizio retorico. Ogni anno che passa, ogni stipendio che arriva, ogni abbonato che rinnova la propria fiducia in questa squadra testimonia che per il momento ha ragione lui.

6. I numeri del resto sono impietosi ma soprattutto inappellabili. Dopo 270 minuti di gioco il Cesena è l’unica squadra della serie cadetta ad essere ancora a secco di reti e ha tirato in porta appena tre volte (includendo generosamente un angolo di Laribi e la traversa di Gliozzi) nel primo tempo odierno.

7. Dopo una prima frazione di gioco certamente non piacevole ma nella quale almeno il Cesena aveva mostrato una certa volontà nell’aggredire alto la Ternana, pur concedendo pericolosi contropiede, la ripresa è stata di una pochezza disarmante. Moncini e Gliozzi non hanno praticamente toccato palla e persino Fazzi, inizialmente migliore in campo, si è eclissato: l’encefalogramma bianconero si è appiattito.

8. Venerdì per il Cesena sarà la prova del nove. Al Manuzzi arriva un Avellino lanciatissimo che segna tanto (8 reti all’attivo) ma che al tempo stesso concede molto in difesa (5 reti fino ad ora subite). Il rientro di Jallow raddoppierà l’importanza dell’incontro: vincere significherà ridare speranza a una squadra che stasera ha il morale sotto ai tacchi mentre ogni altro risultato condannerebbe il Cesena all’inevitabile.

9. Sia chiaro, nel calcio i miracoli esistono. Abbiamo visto Cavasin lottare persino per la serie A dopo un avvio da incubo e Castori portare il Cesena ai playoff dopo un filotto di tre sconfitte su tre all’avvio di campionato. Ma erano squadre, pur problematiche, piene di giocatori con i gol nel sangue.

10. In questa squadra è davvero difficile trovare i giocatori in grado di segnare almeno 35 gol, bottino minimo per sperare di lottare per la salvezza. Chi mai potrà contribuire a questa impresa? Jallow quando rientrerà, Dalmonte quando sconterà la squalifica (20 settembre), Cacia quando sarà in forma o semplicemente la fortuna quando smetterà di girarci le spalle? Nel frattempo continuiamo così, tra promesse di scatole di Babbi per chi farà gol e speranze di un futuro migliore. Anche societario.