Patientia nostra

 di Stefano Severi  articolo letto 2850 volte
Patientia nostra

1. Niente è ancora fatto. Pur partendo per lo sprint finale da una posizione di indubbio vantaggio, la salvezza per il Cesena è tutt’altro che una pratica chiusa, con una trasferta terribile alle porte ed uno scontro diretto all’ultima giornata. E ancor più incerto è quello che accadrà dopo i prossimi 180’. Quindi calma e sangue freddo.

2. Però, però, però… qualche sassolino dalla scarpa ce lo si potrà pur togliere, o no? Non voglio ripetere per l’ennesima volta come i pareggi di Brescia e Pescara, dai più criticati per la mancanza di ardore, siano ora diventati pensatissimi: se lo facessi risulterei più pedante di un libro di Philip Roth.

3. Voglio anche aspettare a celebrare Fabrizio Castori: quello che ha fatto fino ad ora a Cesena in questo suo terzo mandato è straordinario, ma mancano gli ultimi tre punti per completare il capolavoro. Aspettiamo ancora un po’ e poi faremo i conti alla fine.

4. Spazio ai numeri: il Cesena con questi tre punti sale al quindicesimo posto, la miglior piazza mai occupata in questo difficile campionato. Era già successo alla quarta giornata, dopo la vittoria di Camplone contro l’Avellino, ma classifica era molto più corta. Un girone fa, dopo il pareggio del Tardini, il Cesena era diciassettesimo in classifica per poi salire di un gradino dopo il pari con il Palermo. Poi solo sofferenza, fino al guizzo odierno.

5. Per la quarta partita di fila gli avversari non riescono a far gol al Cesena e allora ci ha pensato il Cesena stesso a mettere un po’ di pepe alla partita con un autogol d’autore: per il resto saracinesca abbassata anche contro la corazzata Parma. Una squadra che può permettersi il lusso di inserire Calaiò a partita in corso e di far partire Ciciretti (più tatuaggi che pericoli) dall’inizio. 

6. Possiamo parlare di Moncini: ottava rete in campionato a fronte di soli 1000 minuti giocati, ovvero due volte e mezzo in meno di Jallow che è a quota 11 gol. Son due attaccanti con caratteristiche diverse, è vero, ma quella principale è una: Moncini suda e lotta per questa maglia, Jallow in Romagna è solo un turista di passaggio ed anche piuttosto annoiato. 

7. Possiamo parlare del cuore di Schiavone, della grinta di Laribi, della rabbia di Scognamiglio e delle parate di Fulignati: il comun denominatore è solo uno e siede in panchina. Queste sono tutte sue creazioni.

8. Oggi il Cesena di Castori è partito alla grande, si è trovato sotto in maniera decisamente sfortunata e l’allenatore ha ribaltato la partita con i cambi: determinanti gli ingressi del Moncio e di Dalmonte. E Chiricò? Una pericolosissimo contropiede causato con la prima palla persa, un tiro alto sopra la traversa e poi poca importa: ormai lo sappiamo che non è Messi e alla fine ha preso parte anche lui a quest’epica rimonta.

9. Una nota anche per l’avversario: un Parma decisamente supponente che non appena passato in vantaggio, ad inizio ripresa, aveva iniziato a perdere tempo in tutti modi possibili e a interrompere il gioco. E dire che all’andata D’Aversa si era persino lamentato dell’eccessivo difensivismo dei bianconero: ecco, oggi ha forse imparato come non si fa a difendere un gol di vantaggio credendosi più forti.

10 Quousque tandem abutere, patientia nostra? Scomodiamo infine Cicerone, neanche fossimo un Lotito qualsiasi, per parafrasarlo: “Fino a quando, dunque, continuerete a rompere le scatole con quei Cesena-Cagliari e Cesena-Crotone?”. Partite vinte, sì, ma che non alla fine dei conti non sono servite a nulla o quasi. Il vero capolavoro è la vittoria di oggi.