Pasquetta di risurrezione

 di Stefano Severi  articolo letto 2589 volte
Il gol di Ciano
Il gol di Ciano

1. Tra i quattro evangelisti c’è una certa discordanza su chi fosse presente nel sepolcro aperto all’arrivo di Maria di Magdala e le altre donne. Secondo Matteo (28:2) c’era un angelo, secondo Marco (16:5) un giovane, secondo Luca (24:4) due uomini e secondo Giovanni (20:12) due angeli. Se in maniera un po’ più apocrifa si volesse invece raccontare la resurrezione bianconera di stasera, saremmo tutti concordi nell’indentificare in Camillo Ciano e Marco Crimi i due guardiani del sepolcro.

2. Già, resurrezione. Perché la vittoria contro lo Spezia è finalmente qualcosa in più di quello a cui ci eravamo abituati: dà continuità al successo di Pisa e soprattutto proietta decisamente i romagnoli fuori dalla zona rossa della classifica.

3. Camillo Ciano è stato ancora una volta decisivo: lo si può criticare fino allo sfinimento ma il suo zampino è sempre determinante. Poi abbiamo assistito alla miglior prova in bianconero di Marco Crimi che ha reagito alla grande al deferimento arrivato in settimana: uomo ovunque dai mille contrasti vinti. Con un Crimi così non c’è nessun rimpianto per Kone.

4. Il Cesena ha 42 punti: ne potrebbero bastare 46 per una salvezza sofferta e 48 per una leggermente più serena. Come ha spiegato Camplone, nelle prossime sei partite serviranno almeno altre due vittorie. Ed è vietato guardare il calendario perché ci sarebbe solo da prendere paura, mentre questa squadra non deve avere più paura di niente e di nessuno.

5. È l’intero campionato a dimostrarlo: in queste ultime giornate le gerarchie tendono a saltare. Dopo i colpi di Trapani e Ternana del penultimo turno, oggi abbiamo assistito al colpaccio del Brescia in un incontro sulla carta proibitivo. A ben guardare anche il successo del Cesena, contro una squadra che aveva appena battuto Verona in trasferta e Bari in casa, non era affatto semplice. Ogni partita ora fa storia a sé.

6. Il Cesena sta riprendendo quella faccia tosta che aveva mostrato dopo la partita di Roma e il colpaccio di Carpi. Ora la palla non scotta più tra i piedi e per la seconda giornata consecutiva dopo Pisa il recupero del secondo tempo è stato gestito quasi alla perfezione. Gli unici due errori li ha commessi Rodriguez per troppa foga ma a parte questi episodi la palla è sempre stata nella metà campo avversaria. È un bellissimo segnale.

7. Più aumentano le chances di salvezza, più crescono le possibilità che si concretizzi quella grande operazione di vendita delle obbligazioni finanziarie emesse dall’AC Cesena per un importo massimo di 35 milioni di euro. La partita da tecnica si sta quindi per trasformare in politica.

8. Il presidente Lugaresi in una sua recente intervista è stato chiaro: la vendita delle obbligazioni sarebbe legata anche alla patrimonializzazione della società, attraverso operazioni quali “l’acquisto di due centri sportivi”. E qui sarebbe stato interessante chiarire se si tratti di un mero acquisto o di un acquisto con seguente ristrutturazione e ampliamento.

9. In questo secondo caso entrerebbe in gioco il Comune che tra un paio d’anni avrà un nuovo sindaco, visto che Paolo Lucchi è al termine del suo secondo mandato. Il PD non ha ancora ufficializzato il proprio candidato e naturalmente, dal punto di vista della tutela del territorio, c’è una certa differenza tra la corrente renziana (più permissivista) e quella facente capo all’attuale primo cittadino, decisamente più prudente.  Senza ipotizzare un’eventuale vittoria del M5S che, come avvenuto a Roma, porrebbe una serie di rigidissimi vincoli da rispettare.

10. Tutto questo per ribadire che in sei partite il Cesena sarà chiamato a costruirsi il futuro su più fronti: salvezza sul campo, scelta (o conferma) del direttore sportivo (partita a poker, ne parleremo più avanti) e trattativa con gli americani. Cesena uno e trino.