Par condicio

 di Stefano Severi  articolo letto 2273 volte
Par condicio

1. Non ci resta che sperare nella par condicio: non appena entrerà in vigore sarà vietato per legge far giocare Isaac Donkor, meraviglioso spot elettorale vivente per la Lega di Salvini. Perché lui sì che porta via il posto ad un italiano: impossibile pensare che nel vivaio bianconero non ci sia nessuno meno scarso dell’ex interista in quel ruolo.

2. Il rigore causato da Donkor è stato clamorosamente goffo, inutile e soprattutto evitabilissimo: la colpa però non è sua ma dell’unico uomo che può ancora salvare questa squadra, ovvero Fabrizio Castori. È il tecnico marchigiano che decide imperterrito di farlo giocare titolare nonostante una serie di prestazioni degne della censura della buon costume.

3. È andata non bene ma benissimo, oggi al Partenio-Lombardi. Il punto conquistato nello scontro diretto ne vale tre per la classifica e quasi quattro per il morale, visto com’è maturato. Raddrizzare una partita del genere, subita per 90 minuti, all’ultimo assalto, costituisce un’iniezione di endorfina e dopamina da far invidia ai clienti del dottor Fuentes.

4. In tutto questo il nostro ringraziamento più grande va a Daniele Cacia che nell’unico tiro in porta della gara ha fatto centro. L’Avellino deve essere il suo bersaglio preferito, visto che tra andata e ritorno ha fatto 3/3, ovvero tre tiri in porta e altrettanti gol.

5. Abbiamo così tanti problemi, tra campo e società, da scrivere ogni settimana non 10 ma 100 spunti, eppure per una volta si può guardare anche agli avversari. Walter Novellino, uno che a simpatia fa concorrenza a Walter Mazzarri (ma è meno vincente) e a Maria Elena Boschi (ma è meno bello), ha lasciato il campo con una scenata delle sue. È dai tempi di Modena che Cesena gli risulta un po’ indigesta, pazienza: ce ne faremo una ragione.

6. Torniamo a noi e parliamo di Castori. Probabilmente in trasferta si è trattato della peggiore prestazione della sua, peggio ancora di Empoli e Cremona. Solo l’infinita modestia degli avversari e una buona dose di fortuna nel finale ha impedito ai romagnoli di tornare a casa a mani vuote: ma quali sono le colpe di Castori e quali i reali limiti della rosa?

7. Detto del suo errore nello schierare Donkor bisogna anche dargli atto che con il materiale umano che si ritrova non avrebbe potuto far altro che catenaccio. Finalmente a sinistra abbiamo visto Fazzi e non Perticone e in avanti gli ospiti sono partiti con due punte più Laribi. Davvero si poteva chiedere di meglio?

8. Il suo Cesena in trasferta ricorda quello di Drago: passivo all’inverosimile, propenso al lancio lungo e con la palla che sembra scottare tra i piedi dei bianconeri. In quel Cesena però c’erano Ciano, Ragusa, Kessie e compagnia bella mentre in questo ci sono Laribi, Schiavone, Jallow e Moncini: con tutto il rispetto c’è una bella differenza.

9. L’improvvisa gioia finale, aumentata dalla sceneggiata di Novellino, non riesce comunque a cancellare dagli occhi l’indegna prestazione. Eppure per una volta bisogna ammettere che più di così non si poteva fare. È il momento di accettare che lontano dal Manuzzi sarà sempre una sofferenza e far quadrato attorno a Castori.

10. Perché poi, per una volta, Castori la partita l’ha recuperata con i cambi. Mezza Cesena era pronta a scommettere sulla sconfitta al momento dell’ingresso dei ‘nonni’ Cascione e Cacia e invece proprio questi due sono stati i protagonisti nel finale. Il primo ha conquistato l’ultimo angolo e il bomber ha fatto il bomber. Bingo.