Il buon samaritano

 di Stefano Severi  articolo letto 2076 volte
Il buon samaritano

1. Per un tifoso questa è stata la peggiore partita degli ultimi due campionati. Già, perché il Cesena ha sofferto tantissimo dal primo all’ultimo minuto e forse, tra esteti del bel gioco e disfattisti, ci si era dimenticati cosa volesse dire soffrire.

2. Facile perdere 5-2 a Vercelli, letteralmente piegarsi agli avversari e rassegnarsi al proprio destino. Facile anche seguire una squadra sempre in grado di vincere, come il Cesena dello scorso girone di ritorno. Molto meno facile sostenere questo Cesena, che sa mettere a segno tanti colpi pesanti ma mai quello letale e rischia subito dopo di andare al tappeto.

3. Il rammarico per la doppia rimonta subita è pienamente legittimo ma non deve far dimenticare ciò che è attualmente il Cesena: una formazione allo sbando fino a poche giornate fa, raccolta da buon samaritano da Fabrizio Castori e lentamente sulla via della guarigione.

4. Diciamolo senza giri di parole: se il Cesena fosse stato in grado di portare a casa il 2-0 o anche il 2-1 sarebbe stato una seria candidata alla lotta play-off. I saper trafiggere il proprio avversario due volte in trasferta, in maniera decisamente cinica, e poi difendere il risultato, fa parte del patrimonio genetico delle grandi squadre. Il Cesena grande squadra non lo è, quindi per oggi va bene così.

5. È già tanto che il Cesena abbia portato a casa il punto, che allunga la serie positiva, il quarto conquistato lontano dal Manuzzi dopo un avvio da incubo. Va bene, non perdere fa morale e mette un ulteriore mattoncino in una classifica che per il momento non è assolutamente da guardare.

6. Con Castori in panchina il Cesena ha messo a segno 12 reti in 6 partite, di cui 6 nelle tre trasferte (Carpi, Perugia e Chiavari): media perfetta di due reti a gara. Considerato che l’infortunio di Cacia sembrava il problema maggiore dei romagnoli, si può dire che al momento i gol non mancano.

7. È in difesa ora che il Cesena fa acqua da tutte le parti, o meglio: fa acqua nel gioco aereo. La Mantia prima e Diaw poi hanno praticamente vinto tutti i duelli, e direi che di fronte avevano due come Esposito e Scognamiglio, non certo piccoli o poco esperti.

8. Si discuterà poi a lungo di Fulignati e del suo comportamento sul primo gol: il colpo di testa di La Mantia, centrale, gli ha letteralmente piegato le mani. Si può soprassedere sulla sua mancata uscita: non a caso è allenato da Francesco Antonioli, un vero felino tra i pali ma decisamente poco propenso a questo tipo di uscite.

9. Poi ci sono i tre davanti che quando hanno giocato hanno letteralmente incantato: Laribi, Dalmonte e Jallow. Laribi ha disputato probabilmente la sua miglior patita stagionale – ancora più di Perugia – ed è finalmente il Salvetti di questa squadra (soprannome che fino a poche settimana fa suscitava parecchia ilarità). Jallow sta finalmente scoprendo quanto è bello segnare e non vuole più smettere e Dalmonte ha una visione di gioco da categoria superiore.

10. Con il primo freddo alle porte anche per il Cesena è ora di parlare di mercato, trattando qualche giocatore col Sassuolo per ottenere uno sconto sulla legna per il riscaldamento.  Detto ormai da tempo di Dalmonte destinato a vestire il neroverde, torna a farsi largo l’ipotesi del ritorno a gennaio di Biondini dopo il rifiuto estivo. Il centrocampista di Montiano, fino a questo momento impiegato con il contagocce, vuole attendere prima di conoscere il destino di Bucchi per provare a giocare un’ultima possibilità con il possibile nuovo allenatore del Sassuolo.