Il bel gesto

 di Stefano Severi  articolo letto 3784 volte
Il bel gesto

1. E chi l’avrebbe detto? Il Cesena sbanca Trapani pur sapendo di essere già salvo e conquista la terza vittoria esterna nelle ultime quattro trasferte: più di quelle conquistate in un anno e mezzo dal precedente allenatore.

2. Il successo dei bianconeri è un segnale bellissimo al termine di un’annata da incubo perché restituisce fiducia nella squadra, nell’allenatore e, pur parzialmente, nel calcio italiano. Non era una vittoria per nulla scontata contro una delle formazioni più salute del ritorno. E che non si dica che il Trapani di oggi era poca cosa: lo è stato per merito del Cesena, così come poca cosa sono sembrate Frosinone, Cittadella o Benevento attualmente candidate a giocarsi il terzo posto in A. O come poca cosa, a giudizio unanime, pareva la Ternana di Liverani sconfitta a Cesena.

3. “Ovviamente, Trapani e Cesena, favorite da questo spezzatino (deciso tempo fa, quando si ipotizzava che le due sfide potessero essere ininfluenti) si sono ben guardate dal fare il bel gesto e chi è penalizzato non l'ha presa bene”. Il virgolettato proviene da un articolo de La Gazzetta dello Sport che nella versione online (attuale) non riporta la firma dell’autore. Ammesso e non concesso che si possa sorvolare sul fatto che la Gazzetta si erga a dispensatrice di giudizi etici o morali, vale la pena rileggere questa frase per capire quanto sterili e artificiali siano certe polemiche. Il bel gesto il Cesena l’ha fatto vincendo a Trapani e tutto il resto ha il valore di un giornale vecchio 24 ore.

4. I ragazzi di Camplone volevano semplicemente riscattare il passo falso col Novara e ce l’hanno fatta alla grande. Chi vince ha sempre ragione: è la regola fondamentale del calcio.

5. Questa squadra – non mi stancherò mai di ripeterlo – ha sempre sofferto gli avversari catenacciari e difensivisti mentre si è sempre battuta alla grande contro chiunque abbia rischiato qualcosa in più. Analizziamo tre sconfitte, a Chiavari e al Manuzzi contro Pro Vercelli e Novara: tutte formazioni scese in campo prima con piglio ultra difensivista che in maniera anche piuttosto fortunosa hanno trovato – e poi capitalizzato – il gol. Fa eccezione il passo falso di Ferrara, partita decisamente atipica sotto tanti punti di vista.

6. Ora parliamo di Camillo Ciano e di quanto sia bello vederlo giocare così sereno. Quella specie di nuvoletta di Fantozzi che si è portato dietro per gran parte del campionato, nonostante i gol realizzati, sembra del tutto svanita e ogni volta che scende in campo è un show. La leggerezza con cui tocca palla, la naturalezza con cui crea dal nulla e l’implacabilità con cui va a segno sono meraviglie di questo sport. Ci mancherà, Camillo.

7. Ora è tempo di guardare avanti, al Cesena che verrà. Ci sono un paio di questioni ancora da sistemare, nell’ordine: direttore sportivo, allenatore e situazione economica. Sulle reali intenzioni degli americani sapremo qualcosa di certo solo in piena estate per cui la squadra per il prossimo anno dovrà essere pianificata ancora secondo il corrente piano industriale (soprannominato “lacrime e sangue”). Le veline societarie continuano a parlare con grande enfasi della cosiddetta rottamazione del debito con Equitalia: al momento però si tratta solo di una discreta operazione di comunicazione e d’immagine da parte della società di Corso Sozzi visto che senza gli americani manca la liquidità economica necessaria alla chiusura della transazione.

8. Foschi sarà il ds bianconero almeno fino a giugno e solo verso l’11 luglio, giorno del suo compleanno, potrà arrivare l’eventuale firma di rinnovo. A Foschi non dispiacerebbe continuare con Camplone ma l’allenatore abruzzese, sincero quanto diretto di carattere, pretenderebbe garanzie tecniche ben precise per la prossima stagione difficili da soddisfare.

9. Almeno 6-7 innesti di rilievo sono necessari per puntare ad un campionato di medio-alta classifica. Serve un portiere esperto (Agliardi, uomo spogliatoio, potrebbe restare come vice), un difensore centrale al posto di Capelli alle prese con le noie fisiche e uno in sostituzione di Ligi in grado di giocare sia a tre che a quattro. A centrocampo vanno sostituiti Laribi (il cui riscatto era obbligatorio solo in caso di promozione), Renzetti, Schiavone e Vitale, mentre in attacco sarebbero deputati a rimanere Garritano e Panico come quarta punta.

10. In entrata potrebbe esserci Davide Biondini, reduce da un lungo infortunio e soprattutto a fine contratto a Sassuolo: la sua sarebbe una scelta di vita che gli consentirebbe di chiudere la carriera a casa. Per il momento è un po’ poco ma domani il Cesena dovrà già essere anima e corpo proiettato verso la nuova stagione.