Come decidere di radersi i capelli

 di Stefano Severi  articolo letto 2547 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Come decidere di radersi i capelli

1. Eh già, in questo campionato la differenza tra l’andare ai play off e rischiare di ritrovarsi invischiati nei play out è davvero sottile. E spero che oggi tutti se ne siano resi conto.

2. Nonostante un pareggio che sa di sconfitta voglio andare controcorrente e iniziare la mia analisi dalla facilità con la quale il Cesena va in gol contro avversarie di tutto rispetto. Non era mia poi così scontato fino a qualche tempo va, sapete?

3. Assodato che questo Cesena sa replicare in gara molti degli schemi offensivi provati in allenamento – tolto l’eurogol di Kone le ultime rete bianconere sono tutte frutto di azioni ragionate – parliamo del vero tallone d’Achille di questa squadra. La difesa? Ovvio che no: la testa.

4. Non possiamo essere così naïf da pensare che il livello di Scognamiglio, Esposito, Perticone e persino Rigione (oggi in panchina) sia quello visto nelle ultime gare. Ogni cross è un pericolo, ogni palla alta è preda degli avversari, ogni duello aereo è perso.

5. Il problema di questa squadra è il non sapere difendere a livello mentale, non tecnico. Quando è in vantaggio si fa prendere dalla frenesia, dal calciare via la palla, dallo sperare che arrivi al più presto il novantesimo. Questo Cesena una volta in vantaggio finisce per subire la partita, diventa attore passivo.

6. È più che legittimo criticare oggi a Castori la gestione dei cambi: sul 3-1 e con l’uomo in più si sarebbe potuto fare qualcosa di più (e meglio) per arginare le folate offensive campane. Eppure come si è visto i cambi dalla panchina finiscono per non incidere.

7. Ecco che entra in gioco la personalità della squadra: sul 3-1 e con l’uomo in più sarebbe stato fondamentale aumentare la densità a centrocampo, aggredire i portatori di palla avversari e di fatto tracciare una linea invalicabile a 25 metri dalla propria porta. Il pericolo  per le palle alte, oggettivo, sarebbe stato da neutralizzare semplicemente impedendo agli avversari di arrivare sul fondo a crossare.

8. Tutto questo non fa invece ancora parte del Cesena attuale, perché evidentemente Castori nei suoi primi due mesi in Romagna ha dato priorità alla fase offensiva, ovviamente con ottimi risultati. Ora però c’è da iniziare a lavorare a quella difensiva, per spiegare a Scognamiglio e compagni cosa fare quando si ha il pallone tra i piedi.

9. Ci sono altre piccole cose da sistemare, anche se ovviamente secondarie: oggi sono arrivati due cartellini gialli (a Kone e Jallow) per comportamento non regolamentare. In particolare Jallow dopo quell’episodio ha perso la testa ed ha speso il resto della partita a litigare con l’arbitro o i suoi assistenti. Certamente nel suo caso non si può dire che il centravanti sia stato il primo dei difensori.

10. Infine è una questione di qualità, come sosteneva Giovanni Lindo Ferretti. O una formalità, “come decidere di radersi i capelli, di eliminare il caffè, le sigarette, di farla finita con qualcuno o qualcosa”. Quella stessa formalità che dividerà play off da play out, ovvero i sommersi dai salvati.