Caro Fabrizio

 di Stefano Severi  articolo letto 5090 volte
Caro Fabrizio

1. Bentornato Fabrizio. Oddio, “bentornato” forse è una parola grossa. Qua, lo sai, tutti (o quasi) ti vogliono un mondo di bene, ma è bene spiegarti subito come stanno le cose.

2. Tu non hai paura di niente e di nessuno, lo sappiamo. Sei andato a giocare a Napoli in Coppa Italia con Ciccio Aurelio centravanti titolare e a Messina con Biserni come esterno del tridente d’attacco, per cui non saranno certo Gliozzi o Setola a intimorirti. Hai salvato in corsa un Ascoli che anche a livello societario non se la passava bene mentre in altre piazze, inutile fare nomi, hai dovuto stringere la mano a persone che non ci hanno pensato due volte a rimangiarsi parole e promesse. Sei un guerriero, questo lo sappiamo, ma a Cesena è tutta un’altra storia.

3. Vedi Fabrizio, oggi tutti ti scrivono “bentornato”. Ma tu te li ricordi quelli che ti hanno metaforicamente ‘pugnalato’ dieci anni fa? Quelli che chiedevano il tuo esonero, quelli che poi ti hanno cacciato, quelli che ti consideravano sportivamente finito, te li ricordi? Sono gli stessi che oggi festeggiano.

4. Festeggiano perché hanno trovato una foglia di fico con la quale coprire le proprie mancanze. E di mancanze ce ne sono state tante, a Cesena, negli ultimi anni, per arrivare a questi livelli di problematicità.

5. Caro mister devi capire che questo inizio di campionato è stato parecchio umiliante per chiunque avesse il Cesena nel cuore. Quando perdi in casa 2-0 contro la penultima e poi l’ultima, che fino a quel momento non aveva mai vinto, ti rifila una manita, tutto ti sembra più grigio di quanto già non appaia in queste prime settimane d’autunno.

6. E mentre il tifoso è alle prese con questo umore cinereo, con una possibile retrocessione che significherebbe fallimento sportivo, il presidente del Cesena è in Lapponia a farsi riprendere su Facebook mentre brinda allegramente davanti ad una tavola imbandita con le prede delle battute di caccia.

7. È in questo momento che anche il tifoso comune capisce che è tutto troppo. Che non va bene passare una settimana d’inferno come quella tra Ascoli e Vercelli senza che il primo stipendiato, ovvero il presidente, mostri un minimo di rispetto. È in questo momento che anche il tifoso comune capisce che quel “volete l’Eccellenza?”, brandito come un’arma per zittire chiunque abbia mai osato contestare la dirigenza, diventa l’ultimo dei problemi.

8. Fabrizio, tu non hai paura di nulla. Cesena ti ha dato tanto e tu hai dato tantissimo a questa città. Ma è difficile capire, persino accettare, i motivi di un tuo ritorno in sella a questa squadra. Perché l’aspetto tecnico è nettamente di secondaria importanza rispetto alla questione più attuale, ovvero la salvezza del titolo sportivo.

9. Per questo oggi sei osannato anche da chi in passato ti ha strenuamente osteggiato. Perché sono gli stessi che oggi hanno bisogno di te molto più di quanto tu non abbia bisogno di loro. Alla fine magari, e ce lo auguriamo, potrai centrare una salvezza storica. Ma i nostri problemi, anche in questo scenario per il momento fantascientifico, non finirebbero certo a giugno del prossimo anno.

10. Detto questo, buon lavoro Fabrizio Castori. Da quel lontano Ravenna-Cesena, tua ultima partita con la casacca bianconera, di cose da raccontarti ne sono successe. Tipo che una volta Meza Villa in B ci ha segnato una doppietta da avversario, che il buon Vittorio Savoia purtroppo non è più tra noi o che Luca Ceccarelli ha disputato con la maglia bianconera un grandissimo campionato in serie A. Ma per questo ed altro ci sarà tempo.