Covisoc vs Cesena #2 | Le plusvalenze inefficaci

Tutti le contestazioni elevate dalla Covisoc, punto per punto
02.07.2018 08:30 di Redazione TUTTOCesena  articolo letto 3341 volte
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
Covisoc vs Cesena #2 | Le plusvalenze inefficaci

La Covisoc già a marzo 2018 riteneva remota la continuità aziendale di AC Cesena spa. Uno dei motivi indicati nel rapporto è quello delle plusvalenze inefficaci, per i quali la Società è stata pure deferita dalla Figc, anche a seguito di diverse inchieste degli organi di stampa.
Durante le stagioni sportive 2016-17 e 2017-18 sono state rilevate operazioni in entrata e in uscita con Chievo Verona, Palermo, Atalanta, Sassuolo, Pro Vercelli, Santarcangelo e Genoa. Con i clivensi il Cesena ha effettuato operazioni in uscita per 20 mln di euro, acquistando al contempo giocatori per 19 mln. L’effetto finanziario è stato positivo per 1 mln: 700mila euro nella stagione appena conclusa e 300mila nella prossima. 

Con Palermo, Atalanta e Santarcangelo sono avvenuti scambi alla pari per 2,38 mln. Nessun effetto finanziario si è verificato per le squadre coinvolte.

Singolare quanto fatto con la Pro Vercelli: Crialese ha lasciato Cesena, Starita si è presentato qua. Il primo ha salutato l’Orogel Stadium per 3 mln mentre Starita è divenuto bianconero a fronte di 3,1 mln. Il Cesena ha dunque registrato un’uscita finanziaria di 100mila euro pagabile in tre anni.

Al Sassuolo sono stati ceduti tre baby – Grumo, Ahmetaj e Brizzolara – a fronte degli acquisti Laribi e Vita: le cessioni hanno fruttato 2 mln di plusvalenza mentre i due over Laribi e Vita hanno comportato un costo di 1,5 mln. Tutto questo ha comportato una entrata finanziaria netta di 500mila euro, incassabile interamente durante la stagione 17/18.

Con il Genoa si è materializzato lo scambio Carnicelli-Palmese: l'operazione ha fruttato un effetto positivo di 150 mila euro per il Cesena.

Tutte le operazioni sono soggette ad IVA e su questo specifico punto Covisoc si sofferma poi in relazione ai rapporti con Cesena & Co soc. coop., la controllante di AC Cesena spa, di cui abbiamo parlato ieri.

Il conto finale restituisce un saldo cessioni di 29,88 mln, un totale acquisizioni di € 28,33 mln con una posizione finanziaria netta positiva per 1,55 mln. A questa vanno aggiunte le plusvalenze che definiremo virtuose, cioè senza giocatore di ritorno ugualmente valutato. Si tratta della plusvalenza realizzata dalla cessione di Djuric da 1,49 mln, Ragusa da 133mila, Ciano da 926mila, Crimi da 300mila, Babbi da 800mila, Colombo da 720mila e Carnesecchi da 1,2 mln.
Ma non è finita qui. 
Durante le stagioni in esame si sono verificate minusvalenze per un totale di -3,28 mln a seguito delle uscite di Kone, Adorni, Capitanio, Cori, Corina, Del Pivo e Ingegneri.

La gestione globale del mercato delle ultime due stagioni risulta dunque positiva per oltre 3,8 mln di euro ma assolutamente sproporzionata rispetto a quanto sacrificato sul mercato. Il fondo ammortamenti sul valore dei cartellini - via via aumentato a seguito dell'arrivo di giovani sconosciuti ipervalutati – nel 2016 ha raggiunto la cifra di 17,89 mln –, per poi calare a 13,1 mln nel 2017 dopo diverse risoluzioni di contratti. 
La stessa Covisoc – le cui valutazioni sono state contestate dal presidente Giorgio Lugaresi – rileva come gli oltre 35 mln di plusvalenze realizzate nei due esercizi con le stesse società non abbiano apportato significative risorse finanziarie in grado di spegnere l’emergenza.
Anzi.