L'AVVERSARIO - Tante assenze per ... l'altro Cavalluccio

 di Patrick Lavaroni  articolo letto 1190 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
L'AVVERSARIO - Tante assenze per ... l'altro Cavalluccio

LA STORIA:
Un paio di mesi fa il Cesena di Camplone colse una vittoria illusoria contro l’Avellino. Domani il Cavalluccio proverà invece a capire “cosa fare da grande” al cospetto della Salernitana, nemico giurato proprio degli irpini. Il futuro del Cesena passa quindi sempre dal Manuzzi e da una squadra campana, in una gara difficilissima. I granata sono una delle squadre meno blasonate della B, ma alle spalle vantano un solido progetto che porta la firma di Claudio Lotito; presidente e rifondatore dell’Ippocampo nel 2012 dopo il fallimento, l’evento più sfortunato della loro storia arrivato dopo la mancata promozione in B del 2011.

La Salernitana era nata nel 1919 e aveva militato nelle serie minori fino alla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale vinse la “Coppa Liberazione” e il “Campionato Campano”. Verso l’inizio degli anni ’50 ottenne anche la promozione in A, retrocedendo dopo un solo anno nonostante un campionato condotto dignitosamente. Episodio chiave fu la sfida salvezza contro la Roma, dove i capitolini ebbero dalla loro controversi episodi arbitrali. La seconda esperienza arrivò alla fine degli anni ’90 dopo un trionfante campionato vinto in cadetteria grazie a giocatori come Marco Di Vaio, Ciro Ferrara, Giovanni Tedesco e Roberto Breda guidati dall’allenatore Delio Rossi. L’esperienza in A del 1998 fu drammatica sia per la sfortunatissima retrocessione a causa di un solo punto dalla salvezza, sia per la morte durante un incidente ferroviario di alcuni tifosi che stavano rientrando da una trasferta. Il decennio successivo fu segnato dal fallimento, ma con l’arrivo di Lotito la squadra ha riguadagnato la ribalta nazionale grazie ai mister Perrone, Gregucci e Menichini. Oggi con Bollini in panchina gli ippocampi sono una delle formazioni più continue di questo equilibratissimo campionato, grazie all’intelaiatura solida, italiana ed esperta che vede Zito, Vitale, Bernardini e Schiavi come protagonisti; non citiamo il capitano Rosina, attualmente in rotta con la società; ma è ben chiaro che il Cesena dei ragazzini terribili Dalmonte-Jallow si troverà di fronte a un vero esame di maturità dopo due pareggi tra luci e ombre.

IL MOMENTO:
Reduce dal 2-2 col Bari la Salernitana di Bollini - influente vice di Reja all’Atalanta - si affiderà al 3-5-2 con uno tra Adamonis e Russo tra i pali in sostituzione del nazionale Radunovic. Difesa a 3 composta da Pucino, Mantovani e Vitale, autentico “mestierante” della categoria al pari di Zito, in ballottaggio sulla fascia sinistra con Alex. Sulla destra agirà Gatto mentre in mezzo dovrebbero essere confermati Signorelli, Ricci (fratello del centrocampista in forza al Genoa) e Minala; giovane scuola Lazio sul quale vennero alzati dubbi sulla vera età. Davanti è in dubbio la presenza di Rossi (doppietta contro il Bari), infatti dovrebbe essere l’ex Di Roberto ad affiancare Bocalon. Difficile vedere gli altri ex Perico e Rodriguez non al meglio e Rosina al centro delle polemiche, ma altre insidie potrebbero essere portate dai panchinari Della Rocca e Odjer.

La probabile formazione (3-5-2): Adamonis; Pucino, Mantovani, Vitale; Gatto, Signorelli, Ricci, Minala, Zito; Di Roberto, Bocalon.

L’UOMO IN PIU’:
Non potendo citare il letale Rodriguez, che non dovrebbe essere della partita, e con il giovane Rossi, in dubbio, la forza della Ternana risiede nella capacità generale del suo allenatore di amalgamare giovani e senatori. Adamonis ha fatto faville all’esordio in cadetteria parando un rigore, mentre Minala è un interessante jolly a caccia della consacrazione. In avanti le sopracitate defezioni sommate all’assenza di Sprocati (5 gol fino adesso) costringono Bollini a posizionare Di Roberto al fianco di Bocalon (4 reti per lui), con la speranza che l’ex Crotone e Cittadella, assai anemico in bianconero, non si ridesti proprio domenica.