L'AVVERSARIO - Nella tana dei leoni, al cospetto di Ciano

 di Patrick Lavaroni  articolo letto 656 volte
© foto di Federico Gaetano
L'AVVERSARIO - Nella tana dei leoni, al cospetto di Ciano

LA STORIA:
Assieme a Palermo ed Empoli, il Frosinone è la squadra più temibile della Serie B, una delle più competitive di tutto il campionato in termini di rosa, nonostante l’equilibrio che vige da inizio stagione. I Ciociari dal loro ritorno in cadetteria, nel 2015, hanno sempre fatto la voce grossa grazie a un gruppo storico che non si è mai sfaldato. Nata ufficialmente nel 1928, la squadra laziale ha militato nelle categorie regionali per buona parte dei suoi primi decenni di vita; in particolare all’inizio degli anni ’50 tra le loro file giocò il celebre giornalista Sandro Ciotti.

Negli anni ’60 la squadra è guidata dal presidente Benito Stirpe, personaggio al quale è dedicato il nuovo stadio di Frosinone, inaugurato quest’anno in sostituzione dello “stadio comunale”, storicamente conosciuto come “Matusa”, impianto così ribattezzato negli anni dai suoi tifosi, che lo hanno incensato con una commovente festa d’addio prima di passare nella nuova “casa”. Col passare degli anni i canarini ottengono risultati dignitosi in Serie C e in Serie
B, siglando il record di miglior difesa nazionale, con soli 8 gol subiti dal portiere Recchia, negli anni ’70; e conoscendo il nome di diversi presidenti fino al ritorno di uno Stirpe nel 2003. Maurizio, figlio di Benito, rileva il club dopo la rifondazione di qualche anno prima, causata dal sospetto fallimento avvallato da Matarrese, presidente della FIGC. Il capo del calcio nazionale fu accusato di aver favorito la caduta dei canarini in modo da avvantaggiare il Bisceglie, squadra che gli sarebbe stata utile nei suoi “giochi politici”. Ad ogni modo i leoni ripartono alla grande guadagnandosi prima la C1 - con il nostro Daniele Arrigoni in panchina - e successivamente la B per la prima volta. Il nuovo mister Iaconi li conduce al secondo posto dietro al Napoli, vincendo i playoff in finale con il Grosseto di Allegri, grazie a un gol di Martini. Così i gialloazzurri cominciano la loro più che dignitosa stagione d’esordio in cadetteria - puntando su profili di qualità come Lodi, Bocchetti, Evacuo, Pecchia e Di Nardo. La squadra subisce nella gara contro la Juve - retrocessa per Calciopoli - il 200esimo gol in carriera di Del Piero, ma ogni partita viene conclusa a testa alta e alla fine arriva la salvezza.

Anche con altri mister come Braglia, Cavasin, Moriero e Carboni i ciociari si guadagnano tranquillamente la permanenza, lanciando l’attaccante italo-brasiliano Eder e il portiere Zappino, poi ceduto al Chievo. Nel 2011 arriva la retrocessione, alla quale seguono annate poco entusiasmanti, finché Stirpe non azzecca la scommessa Stellone: il giovane mister venuto dalle giovanili, si guadagna la conferma dopo l’anno d’esordio e porta i canarini in B passando dai playoff. Dopo esser stati beffati all’ultima giornata dal Perugia di Camplone, sono condannati alla post season, e in finale superano il Lecce con sofferenza ai supplementari: decisivo capitan Frara e il frusinate doc Gori. In B, Stellone sorprende tutti e vola in A da secondo classificato dietro al Carpi di Castori, facendo scivolare il Bologna di Laribi e Cacia ai playoff. Chiave di questo successo è il gruppo guidato dai sopracitati Frara e Gori, Paganini, Sammarco, Crivello, Soddimo, i fratelli Ciofani, Dionisi e Zappino - tornato come dodicesimo.

L’orgoglio e l’attaccamento non bastano ad evitare la retrocessione, ma i leoni lottano a testa alta per tutto il campionato, pareggiando persino allo Juventus Stadium per 1-1 con un gol di Blanchard. Nella stagione passata con Marino in panchina, il Frosinone è l’autentica forza del campionato, ma si vede sfuggire la promozione diretta all’ultima giornata visto il buon pari del Verona a Cesena. Nella semifinale playoff, l’ultimo Carpi di Castori, in inferiorità numerica, ha la meglio, costringendoli a passare un altro anno nel purgatorio cadetto, anche se la formazione del nuovo mister Longo non ha intenzione di fermarvisi a lungo.

IL MOMENTO:
Dopo i tre pareggi consecutivi, in particolare l’amarissimo 3-3 di Empoli, Longo sembrava pronto a confermare il classico 3-4-1-2 con il Cesena all’orizzonte, ma la condizione non ottimale di Dionisi, ex dell’Ohlanense di Campedelli, e Soddimo sta spingendo il mister a virare sul 4-4-2. Tra i pali troviamo la promessa ex Inter e U21 Francesco Bardi; davanti a lui la difesa composta dall’ex bianconero Krajnc e il quasi ex bianconero Ariaudo e sulle fasce da Matteo Ciofani e Brighenti. A centrocampo, viste le assenze dei lungodegenti Paganini, Frara e Sammarco, saranno Maiello e Gori a dirigere le operazioni, con l’aiuto di Beghetto a destra e probabilmente Crivello a sinistra. In avanti Ciano, avanzato a fianco di Daniel Ciofani, ma tutto dipende dal recupero di Dionisi.

Probabile formazione (4-4-2): Bardi; Ciofani, Ariaudo, Krajnc, Brighenti; Beghetto, Maiello, Gori, Crivello; Ciano, Ciofani.

L’UOMO IN PIU’:
Più che di un “top player” dobbiamo parlare di tre “top players”: Dionisi, Ciano e Ciofani sono degli attaccanti invidiabili persino da alcune formazioni di A. il primo ha ritrovato feeling con la categoria dopo l’esperienza campedelliana in Portogallo, è un bomber spietato la cui assenza potrebbe far tirare un bel sospiro di sollievo a Scognamiglio e soci. Ciofani con il gialloazzurro addosso ha segnato con continuità dalla Lega Pro alla Serie A, mentre Ciano lo conosciamo
benissimo e per questo incute ancora più timore e rispetto.