L'AVVERSARIO - La leonessa e l'Airone

 di Patrick Lavaroni  articolo letto 454 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'AVVERSARIO - La leonessa e l'Airone

LA STORIA:
Ritiratosi poche settimane fa, Andrea Pirlo conobbe il ruolo ideale di regista nel Brescia di Mazzone; dove servì al grande Roberto Baggio l’assist che permise al “divin codino” di realizzare il gol più bello in carriera. Oggi a guidare l’attacco della leonessa troviamo un vecchio marpione della categoria, tale Andrea Caracciolo ormai simbolo della città lombarda e in contesa con il nostro Cacia per essere il “miglior marcatore di sempre” nella storia cadetta, titolo attualmente detenuto da Stefan Schwoch. L’Airone nell’ultimo decennio ha conosciuto fortune alterne così come la sua leonessa; e in questa stagione, con l’arrivo del patron Cellino, si sta consumando un cambiamento che ha portato un nuovo logo assieme alla denominazione “Brescia Football Club” in sostituzione di “Brescia Calcio”.

Andando ad analizzare la storia del club lombardo fin dalle origini scopriamo che già nel 1911 il Brescia venne fondato con un nominativo in inglese, Foot Ball Club Brescia, dall’evoluzione di una piccola squadra di operai locali-chiamata “Forti e Liberi” - che si unì con altre realtà della zona conoscendo la Serie A per la prima volta in piena epoca fascista. Da allora le rondinelle cavalcarono la scena del calcio italiano guadagnandosi diverse salvezze in massima serie oltre che numerosi exploit per raggiungerla, con allenatori del calibro di Simoni, mister recordman delle promozioni in A. Nel 1992 iniziò l’era Corioni, con il nuovo presidente che investì su personalità che sarebbero diventate famose negli anni.

Il primo fu il tecnico rumeno Mircea Lucescu che nel 1994 alzò a Wembley la Coppa Anglo-Italiana, battendo 1-0 il Notts County con una rete di Ambrosetti; era il “Brescia dei rumeni” vista la grade presenza di giocatori dell’est come il fantasista Hagi. All’alba del nuovo millennio con Mazzone in panchina, i lombardi raggiunsero il settimo posto in campionato, sfiorando la Coppa Uefa; il tecnico romano poteva contare sul talento del giovane “Maestro” oltre che su Pep Guardiola e Roberto Baggio, acquistato da Corioni a costo zero. Indimenticabile la rimonta contro i rivali di sempre dell’Atalanta, nella gara in cui Mazzone, sul 3-3 segnato da Calori, corse sotto la curva nerazzurra ad esultare. Quella squadra sfiorò anche la vittoria dell’Intertoto, poi vinto dal Psg nella doppia finale. Terminata la fortunata parentesi con il tecnico romano, i lombardi lanciarono Eder e Diamanti, vivendo anche una parentesi con Zeman, senza centrare nessun risultato di rilievo, a parte la promozione in A assieme al primo Cesena di Bisoli, con Iachini in panchina. Durante questo periodo, tormentato dallo spettro del fallimento, Andrea Caracciolo ha incarnato più di chiunque altro lo spirito antico della leonessa. L’Airone, che ha vestito la maglia delle rondinelle a più riprese, ha trovato fortuna solo coi colori bresciani: una vera storia d’amore in un mondo di mercenari e plusvalenze.

IL MOMENTO:
Brescia reduce dal pari con La Spezia, un punto che fa bene ai lombardi 15esimi, appena quattro punti sopra al Cesena. Come il Cavalluccio le rondinelle hanno cambiato allenatore in corsa, puntando sul Pasquale Marino al posto di Roberto
Boscaglia. Il tecnico ex Udinese e Frosinone ha ridisegnato la squadra con un 3-4-2-1 che dovrà fare a meno dello squalificato Dall’Oglio che comunque non rientra tra i titolari visto lo strapotere in mezzo al campo di Martinelli e Dimitri
Bisoli. Andando con ordine, tra i pali troviamo Minelli, difesa guidata da Gastaldello - ex Sampdoria e Bologna in Serie A -supportato da Lancini e Coppolaro, visto che i titolari Somma e Meccariello non sono al meglio. Sulle fasce agiranno Cancellotti e l’ex Sassuolo Longhi, mentre l’attacco verterà sull’Airone Caracciolo, assistito da Furlan e Machin. In panchina attenzione a Ferrante e Torregrossa, che un anno fa realizzò una doppietta al Cesena dell’esordiente Camplone.

Probabile formazione (3-4-2-1): Minelli; Coppolaro, Gastaldello, Lancini; Cancellotti, Martinelli, Bisoli, Longhi; Machin, Furlan; Caracciolo.

L’UOMO IN PIU’:
Avendo già parlato approfonditamente del bomber Caracciolo, valore aggiunto dei bresciani, non resta che concentrarsi sugli altri nomi interessanti della rosa lombarda. Coppolaro ha fatto vedere buone cose in U20, è un difensore di proprietà dell’Udinese, squadra alla quale in estate venne accostato Bisoli Jr, centrocampista molto positivo nella passata stagione; l’esperienza di Longhi e Gastaldello completa il gruppo che può contare su Minelli, giovane portiere già titolare da alcune stagioni.