L'AVVERSARIO - Il pompiere paura non ne ha

 di Patrick Lavaroni  articolo letto 1475 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
L'AVVERSARIO - Il pompiere paura non ne ha

LA STORIA:
È quasi grottesca l’estasi dei tifosi spezzini nei confronti dell’ultimo acquisto bianconero: lo svincolato Alberto Gilardino. Un attaccante del curriculum rispettabilissimo, il quale ha dato il meglio di se, oltre che in nazionale, con le maglie di Fiorentina, Parma e Genoa. I grifoni sono tra i più grandi rivali storici dello Spezia Calcio, ma evidentemente, la grande voglia di Serie A da parte dei liguri ha spinto anche il più pignolo dei tifosi aquilotti a chiudere un occhio sul passato rossoblù del bomber. È ormai prassi, negli ultimi anni, che la squadra del patron Volpi stazioni nei quartieri nobili della Serie B, infatti in ben 4 delle 5 stagioni passate dalla promozione ottenuta in Lega Pro, la compagine ha centrato i playoff, non raggiungendo mai la Serie A.

Per gli spezzini sarebbe la prima volta in oltre 100 anni di storia, anche se durante la Seconda Guerra Mondiale, nel campionato di fortuna “Alta Italia” organizzato dalla FIGC, la squadra di La Spezia, composta dal commando locale di vigili del fuoco e guidata da Ottavio Barbieri (anche lui ex Genoa) il quale introdusse proprio in questa formazione il ruolo del libero, vinse il titolo. Il cammino verso la vittoria fu costellato dalla continua possibilità di essere colpiti dai bombardamenti, anche durante le trasferte, affrontate a bordo di un’autobotte fuori mano messa a disposizione dai vigili del fuoco. Diverse
formazioni si ritirarono dalla competizione, permettendo agli aquilotti (vincitori del girone D) di accedere alle finali (allora organizzate in una sorta di triangolare che comprendeva anche le più blasonate Venezia e Torino) dove i pompieri si classificarono clamorosamente primi, grazie ai gol di Angelini (che non avrebbe dovuto giocare a causa squalifica) in una cornice di tifosi praticamente deserta, per paura dei rastrellamenti tedeschi.

Nel 2002 il titolo venne riconosciuto a livello nazionale dalla FIGC, mentre per decenni i liguri stazionarono tra la cadetteria e la Lega Pro, fino al fallimento del 2010; in seguito l’azione del comune di La Spezia permise alla squadra di non scomparire fino all’acquisto da parte di Volpi, il quale ha dato vita a una delle realtà più continue nelle ultime stagioni di B, investendo su giocatori di grande spessore come Calaiò e Nenè. Ora tocca a Gilardino trascinare la squadra al salto di qualità, aiutato dagli ex bianconeri Capelli, Marilungo, Granoche e De Col.

IL MOMENTO:
Lo Spezia di Gallo (successore dell’ex Domenico Di Carlo-autore di due buoni campionati in Liguria) si presenta con un 3-5-2 di grande esperienza, reduce da una vittoria per 1-0, in inferiorità numerica, contro il Bari. La squadra staziona a metà classifica con 10 punti, frutto di 3 vittorie, 3 sconfitte e un pareggio. La rosa è di grande qualità e ha spesso vinto le sue partite nella fase finale della gara.

In porta incontriamo Bassi (titolare nell’Empoli di Sarri in B) protetto da Terzi (che sostituirà Daniele Capelli squalificato) assieme a De Col (ex meno rimpianto) e al giovane fatto in casa: Ceccaroni. Sulle fasce stazioneranno Vignali e Lopez (match winner contro il Bari), in mezzo Bolzoni, Pessina e Maggiore. In avanti non è detto che Gilardino faccia tutti i 90 minuti a fianco di Granoche, in tal caso sarebbe pronto Marilungo. Altri subentrati pericolosi potrebbero essere gli stranieri Mastinu e Okereke.

Probabile formazione: (3-5-2) Bassi; Terzi, De Col, Ceccaroni; Vignali, Bolzoni, Pessina, Maggiore, Lopez; Granoche, Gilardino.

L’UOMO IN PIU’:
Daniele Capelli è senza dubbio il valore aggiunto nella retroguardia spezzina (capace di lasciare in panchina un altro ottimo difensore cadetto come Terzi), ma la sua assenza ci spinge a virare sulla coppia gol Granoche-Gilardino. Il primo probabilmente è il miglior attaccante straniero in B per carisma ed esperienza, mentre per il “Gila” parla il curriculum, la condizione fisica sarà un’incognita ma il suo nome resta temibilissimo. Persino De Col merita una menzione, in Liguria è letteralmente rinato (come constatò Renzetti durante i playoff del 2016) e nell’ultima partita ha anche indossato la fascia da capitano.