L'AVVERSARIO - Cavalluccio e Delfino, quanti intrecci tra i due club!

 di Patrick Lavaroni  articolo letto 630 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
L'AVVERSARIO - Cavalluccio e Delfino, quanti intrecci tra i due club!

LA STORIA:
Alcuni turni fa, il Cesena ospitò al Manuzzi il Foggia, una squadra che intreccia la propria storia col Pescara, prossimo avversario dei bianconeri, in un solo nome: Zdenek Zeman. Mentre il Cesena di Giampaolo e Mutu agonizzava in Serie A, il Delfino del boemo sfrecciava in cadetteria grazie a tre signori niente male: tali Lorenzo Insigne, Ciro Immobile e Marco Verratti. In quella squadra che chiuse prima a pari punti con il Torino, giocavano anche i nostri Kone e Cascione, assieme agli ex Gessa e Balzano e altri giocatori di primo piano come Sansovini e Capuano. L’anno dopo Zeman passò alla Roma senza trovare fortuna, e il suo Pescara conobbe un’annata ancora più anemica di quella vissuta dal mister, retrocedendo da ultima in classifica. A nulla servì l’esperienza di Colucci, Sforzini e Pelizzoli; gli stranieri e talentuosi Quintero e Weiss steccarono, così né Stroppa né Bergodi e l’ottimo portiere Perin riuscirono nell’impresa della salvezza. Nel 2014 nonostante nomi importanti come Marino in panchina, Ragusa, Viviani, Cutolo e Maniero; la squadra restò fuori dai playoff, a differenza del Cesena di Bisoli che ne uscì vittorioso. Si dovette attendere l’arrivo di Baroni, per risentire il profumo della Serie A, ma fu Oddo a portare la squadra alla post season, subentrando all’ultima giornata al collega e agguantando la settima posizione. Ai playoff la squadra pareggiò sia all’andata che al ritorno col Bologna, il quale tornò in massima serie per via del miglior piazzamento. Il presidente Sebastiani decise di puntare ancora sul giovane mister, che riuscì a capitalizzare al massimo la fame di Gianluca Lapadula, ennesimo ex bianconero della storia biancoazzurra, autore di 27 reti; protagonista assieme a Benali, Campagaro, Caprari, Memushaj e l’ottimo Torreira, attuale metronomo della Samp di Giampaolo, nella cavalcata verso la Serie A. Nella finale playoff Oddo trionfò sul maestro Cosmi, il tutto mentre Drago usciva al turno preliminare; in quella rosa c’erano altri due fugaci ex cesenati: Mazzotta e Cocco. La seconda esperienza in A nel giro di tre anni risultò ancora più fugace della prima, con Oddo esonerato senza neppure una vittoria sul campo; il primo “olè” arrivò nel girone di ritorno, col maestro Zeman, tornato in Abruzzo e  capace di imporsi per 5-0 sul Genoa; una vittoria completamente figlia del suo credo votato all’attacco. Una filosofia che il delfino ha deciso di seguire anche in questa stagione a caccia di riscatto; l’attuale 14esimo posto non soddisfa nessuno in Abruzzo, quindi al Manuzzi, il boemo si giocherà il tutto per tutto col fidato 4-3-3 e con l’immancabile ex bianconero di turno, che risponde al nome di Luca Valzania.

IL MOMENTO:
Reduce dall’eliminazione in Coppa Italia, che va  a sommarsi al pari raccolto solo al 92’ da Valzania contro la Ternana (che aveva rimontato il delfino da 0-2 a 3-2), il Pescara si presenta al Manuzzi con un allenatore traballante e una rosa dalla qualità imprevedibile. Classico 4-3-3 per Zeman, con Fiorillo tra i pali (titolare nella promozione targata Oddo); in difesa Crescenzi e Zampano sulle fasce; in mezzo Fornasier, altro protagonista del Pescara di Oddo, assieme all’ex Atalanta Stendardo - sostituto dello squalificato Perrotta. In mezzo Valzania, Carraro e Brugman supporteranno il tridente composto da Benali, Pettinari e Capone, che dovrebbe spuntarla su Mancuso. In panchina occhio ai promettenti Capelluzzo, Latte Lath, Kanoute oltre al noto Mazzotta. Assente Balzano, infortunato, mentre bomber Ganz ha ormai perso il posto.

Probabile formazione (4-3-3): Fiorillo; Crescenzi, Stendardo, Fornasier, Zampano; Valzania, Carraro, Brugman; Capone, Pettinari, Benali.

L’UOMO IN PIU’:
Pettinari, in qualche mese con Zeman, ha già superato il proprio record di gol in un campionato; Benali è un altro nome da temere soprattutto in un sistema di gioco come questo, così come il giovane scuola Inter Capone. Ma l’ex Valzania, in gran forma dopo la doppietta alla Ternana, è il nome da temere maggiormente; il figlio del nostro vivaio vorrà dimostrare di essere cresciuto e il gioco del boemo non può che esaltare i suoi movimenti. Scognamiglio e Perticone avranno di fronte a loro un attacco temibilissimo, ma la voglia di rivalsa non potrà mancare nei loro occhi, dato che furono proprio i biancoazzurri a negargli la Serie A, quando erano la coppia difensiva del Trapani di Cosmi in quella finale playoff.