Stallo

20.05.2019 08:00 di Stefano Severi   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Stallo

Domenica 26 maggio e domenica 9 giugno: sono le date cerchiate in rosso nel calendario del Cesena FC che indicano i due turni elettorali nei quali si deciderà il prossimo inquilino di Palazzo Albornoz. Difficile, anche se non impossibile, che qualcosa si smuova in casa bianconera prima della proclamazione del prossimo sindaco: la poltrona di CAP, legatissimo ad uno dei contentendi, potrebbe anche essere in bilico. Potrebbe arrivare la conferma di Pelliccioni come direttore sportivo e poi poco altro. In più si vuole attendere almeno la fine della poule scudetto prima di annunciare novità che ricadrebbero sullo spogliatoio: nel caso ci sia la possibilità è giusto che il Cesena possa giocarsi lo scudetto al massimo delle proprie forze.

Il dato di fatto è questo: il Cesena FC è in fase di stallo e tutto il resto, budget compreso, fa parte della chiacchiera popolare. Come quella, diffusa ad arte la scorsa estate, secondo la quale i bianconeri avrebbero affrontato la stagione con un budget di appena 400 mila euro: adesso ricomincia la fiera dei numeri, da un milione e 600 mila euro a tre milioni. Tutto abbastanza ilare considerando che manca completamente la definizione dei quadri tecnici e societari ovvero, in termini più semplici, manca un piano per affrontare la prossima stagione.

Allenatore e direttore sportivo saranno in ogni caso le due scelte determinanti per il corso della prossima stagione. La serie C difficilmente si vince con i super budget ma senza un'adeguata pianificazione: in fondo l'ultima volta che il Cesena vinse questo campionato lo fece con Giaccherini e Djuric che venivano dal settore giovanile, Schelotto che era uno sconosciuto, Zebi, Bonura e Segarelli i cui ingaggi certamente non svuotavano le casse societarie. D'accordo, quest'anno mancherà il settore giovanile, ma la terza serie va fatta con intelligenza, non opulenza. 

Un altro segno dell'impasse societaria è l'Accademy, ovvero la struttura che regolerà il settore giovanile allargato, non selezionato ai fini del passaggio in prima squadra. Questa accademia al momento è poco più che una mera struttura societaria: non c'è progetto, non c'è direzione, non c'è gestione. Soprattutto manca totalmente la coordinazione con le società del territorio e difficilmente Daniele Martini, colui che più di tutti spinge per questo progetto, riuscirà a trovare la quadra del cerchio in tempo per la prossima stagione. Se il Cesena dovesse dimostrare buon senso, quella alle porte sarà semplicemente un'altra stagione di transizione: in caso contrario il cielo nel panorama sportivo locale volgerà al peggio

Già, Daniele Martini e il Martorano sono sotto attacco in queste ore ma l'amore non è bello se non è litigarello. Ma, in caso di vittoria alle prossime elezioni comunali, il suo peso all'interno del Cesena potrebbe aumentare considerevolmente.