Patrignani: “Già ora saremmo pronti per una C di fascia media”

Il patron: “Con altri 10 soci si potrebbe puntare subito alla B. Porte aperte a chi ha progetti seri su scala pluriennale. Foschi? Non si è proposto…”
04.02.2019 19:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 3467 volte
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Patrignani: “Già ora saremmo pronti per una C di fascia media”

Passato. Presente. E futuro. Soprattutto futuro. Dice tante cose interessanti, l’inossidabile CAP Corrado Augusto Patrignani.

Presidente, riavvolgiamo il nastro dei ricordi e torniamo per un attimo a quel maledetto pari interno arrivato col Campobasso.
“Era fine novembre. Quello è stato sicuramente il momento più delicato del mio mandato. Eravamo già reduci dal ko di Pineto, quell’1-1 gonfio di rimpianti con i molisani ci spedì addirittura a -7 dal Matelica. In cuor mio, però, sapevo che il Cesena sarebbe riuscito a superare brillantemente quella mini crisi. Confidavo nelle qualità di questo grande gruppo, nell’esperienza di Angelini, nel lavoro di Pelliccioni in vista del mercato di riparazione”.

Neppure il più inguaribile degli ottimisti avrebbe però mai pensato di ritrovarsi ad inizio febbraio con una classifica così gustosa.
“Lo potete dire forte! Lo dice questo vantaggio importante sul Matelica (+11 sui marchigiani, che però devono recuperare ancora la gara col Pineto, ndr), ma non solo: stiamo facendo qualcosa di strepitoso. Anche col Francavilla siamo riusciti a portarci a casa una vittoria pesante, una vittoria da…big. Mi raccomando, però: maggio è lontano, non è ancora finita, non abbiamo ancora vinto nulla. Dobbiamo rimanere sul pezzo…”.

Dice Pelliccioni: ‘Io non posso essere sicuro al 100% della mia riconferma per il 2019-2020, neppure se stravinco il campionato…’.
“Alfio dice bene: nel calcio non bisogna mai dare nulla per scontato, né dentro né fuori dal campo. Io stesso, al momento, non posso essere ancora sicuro al 100% della mia riconferma al timone di comando per la prossima stagione. Però è evidente: se andiamo in serie C, se facciamo tutti il nostro dovere fino in fondo, non vedo perché ci debbano essere poi dei ribaltoni dirigenziali. E tecnici”.

L’attuale compagine sociale sarebbe pronta fin da ora per progettare un campionato difficile e dispendioso come quello di C?
“Ora i soci paritari del Cesena sono 27, entro fine marzo dovrebbero diventare 30. Noi, ve lo assicuro, già adesso saremmo pronti per programmare un campionato di C di fascia media. Poi è chiaro, con dei nuovi soci sarebbe tutto più facile: per poter puntare subito con forza alla vittoria del campionato servirebbe un’altra decina di ingressi. Anche se, lo sapete meglio di me, il calcio non è un’equazione perfetta. Non è che vince sempre chi spende di più. Anzi, spesso nel calcio trionfa ‘solo’ chi è più lungimirante…”.

Nei bar e nei covi bianconeri si continua a parlare di un possibile ingresso nella vostra stanza dei bottoni del ‘potente’ Samorì.
“Samorì ha già bussato alla nostra porta qualche mese fa. Era interessato alla quota di maggioranza della società. Il suo interessamento per il Cesena ci ha lusingato, ma una delle nostre priorità era ed è tuttora quella di continuare ad avere quote sociali paritarie. Poi vediamo cosa succede in futuro, la nostra porta resta aperta per tutti, Samorì compreso. Chi, per il bene del Cesena, sarà disposto a mettere sul piatto un progetto pluriennale serio e tanti soldi, meriterà sicuramente tutta la nostra attenzione. Ci mancherebbe altro…”.

Ci sono altre due voci che girano in città. La prima: Foschi e Bisoli si sarebbero proposti al Cesena per il prossimo anno. La seconda: Veglia potrebbe rilevare il club.
“Foschi non l’ho mai sentito. Bisoli l’ho solo visto alla stadio a una partita del Cesena. Niente di più, ve lo giuro. Veglia? Per noi è un vero onore averlo dentro la nostra compagine sociale, la sua passione per questi colori è a dir poco contagiosa. Però credo proprio che anche lui rimarrà un socio alla pari…”.