Il budget del nuovo Cesena

Il paragone con il Parma regge, ma fino a un certo punto: stipendi più alti, ma territorio più florido. Gli emiliani si ripresero il marchio sborsando 250mila euro
28.07.2018 09:26 di Gian Piero Travini  articolo letto 7970 volte
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
Il budget del nuovo Cesena

Da subito i più attenti alla situazione calcistica cesenate si sono lanciati in paragoni tra la prima avventura del Parma in serie D e l’iniziativa di Pubblisole per RC Cesena.
La compagine SSD Parma Calcio 1913, rappresentata da Nuovo Inizio srl, era composta da sette soci che misero 250mila euro di capitale ognuno, per un totale di 1,75 mln di euro. Il montestipendi – compresi i costi accessori legati ai procuratori e alle trattative – oscillava tra i 900mila euro e il milione. L’investimento venne poi portato a 4,7 mln, ma di quei 3 mln 2,4 mln servirono per la cura e la manutenzione del Tardini e del centro sportivo di Collecchio – ancora non di proprietà ma già in gestione – e 250mila euro per il riacquisto del brand Parma FC dal fallimento della precedente Società, come da bilancio al 30/06/2016. Una cifra da tenere d’occhio anche qui a Cesena, quando potrà essere disponibile l’acquisto del brand AC Cesena.

I soci che confluiranno nel nuovo soggetto sportivo RC Cesena sono ad oggi 25, per un budget previsto di 1,8 mln, prendendo proprio a modello il primo Parma. Il monte stipendi è stato fissato in 500mila euro, con ulteriori 300mila euro destinati agli affitti di stadio e centro sportivo ‘Rognoni’ e 300mila euro per il settore giovanile; il resto sarà per la gestione corrente, meno onerosa di quella parmense. I soci saranno vincolati su tre anni, mentre il cda verrà rinnovato annualmente: nessun amministratore percepirà compensi. Giovedì prossimo, infine, si farà la conta per capire quanti saranno della partita: la data ufficiale per ripartire col calcio a Cesena. Immediatamente dopo verrà aperta la campagna abbonamenti, i cui prezzi sono stati anticipati da TeleRomagna questa mattina, fissando al 10 agosto l’inizio dei tesseramenti.

La grossa differenza tra Parma e Cesena la fanno i termini economici espressi dal territorio.
I sette soci di SSD Parma Calcio 1913 investirono per la serie C altri 5 mln, per poi cedere il 60% alla Link International Sports ltd. dopo la promozione in serie B. Ma Parma era un territorio altamente appetibile in termini economici nel 2015 – come del resto lo è tuttora, nonostante una parte del settore alimentare inizi a mostrare qualche segno di debolezza –, mentre Cesena sta vivendo una fase particolarmente delicata del suo tessuto economico, quindi è naturale che gli investimenti autoctoni debbano procedere con grande prudenza.

L’errore di fondo è pensare che necessariamente il nuovo Cesena debba immediatamente spendere i fantasoldi per fare calcio, o che sia questo che si debbano aspettare i tifosi. Non è così. Gli anni di Giorgio Lugaresi hanno dolorosamente insegnato che i fantasoldi non esistono, e che serve un progetto alla base di tutto.
E il progetto di RC Cesena è arrivare in serie C in almeno tre stagioni, consolidando le forze del territorio per presentare una Società sana ad un eventuale compratore. Tutti quanti si augurano che il salto nel professionismo possa compiersi già quest’anno, guardando le fontanelle di piazza della Libertà tingersi di biano e nero, ma fare piani industriali sulle previsioni più ottimistiche vorrebbe dire rivedere un film già visto due volte. Con lo stesso, amaro finale.