I ‘perché’ di Martini

Le tempistiche del nuovo Cesena, il mutuo di Martoranello e l’arrivo di Pelliccioni: il direttore generale tra retaggio e nuove avventure
03.08.2018 08:00 di Gian Piero Travini  articolo letto 5450 volte
Daniele Martini, dg bianconero
Daniele Martini, dg bianconero

Dopo la prima amichevole del nuovo Cesena chiusa con un 2-2 alla Sammaurese, prima di tuffarsi nel calciomercato e nelle tappe rapide che porteranno, voglia la LND, al campionato, il direttore generale bianconero Daniele Martini si confessa e racconta l’avventura del nuovo Cesena.

Quando ha cambiato ufficialmente nome il Romagna Centro?
“Abbiamo fatto richiesta nella prima quindicina di giugno: la risposta ci è arrivata ufficialmente solo dopo il 15 luglio, perché è cambiata la denominazione nell’area privata del sito della LND”

Quindi avete cambiato nome prima del fallimento di AC Cesena spa.
“Sì. Ma era già due anni che ci stavamo pensando, da quando siamo stati inseriti nel girone F. La possibilità poi che sparisse la prima squadra di Cesena era molto plausibile, e noi non volevamo che la città sparisse dalla nomenclatura calcistica”

Quando avviene il primo contatto con Pubblisole spa per la costituzione di Cesena FC?
“Dopo il 26 giugno, e comunque non più di un mese e mezzo fa”

Le tempistiche e l’opportunità hanno dato adito a polemiche tra tifosi e non solo: si aspettava un trattamento simile?
“No. L’operazione che abbiamo fatto credo non possa destare sospetti: ci siamo iscritti e abbiamo cambiato nome, e abbiamo sempre onorato gli accordi con AC Cesena spa. Quando si sono iniziate a cercare soluzioni in caso di fallimento, noi ci siamo proposti. Non vedo che senso abbia avuto iniziare a parlare del mutuo di Martoranello o a farci i conti in tasca quando forse i conti in tasca erano da fare ad altri”

Però il mutuo c’è, Martoranello e via Calcinaro fanno gola in termini di investimento e la serie D non è a buon mercato: il Romagna Centro non aveva forse problemi finanziari?
“Il Romagna Centro era già a posto per l’iscrizione e a maggio avevamo già scelto il nuovo allenatore”

E allora perché rischiare di perdere la propria identità di quartiere, la propria storia che è stato un esempio per come si dovrebbe far calcio in periferia?
“Qualcuno lo ha sottolineato anche in consiglio del Romagna Centro, quando a giugno abbiamo iniziato a pensare di cambiare nome. Siamo fieri da dove veniamo, ma il Romagna Centro era sì la prima squadra di Martorano, ma anche la seconda di Cesena. Noi siamo di Cesena. I nostri dirigenti se giocavano Romagna Centro e Cesena, andavano a vedere il Cesena... Io sono il più giovane dei nostri soci e mi sono posto il problema di dove eravamo arrivati, ovvero alla D, il massimo per una Società dilettantesca. Il passo successivo, con il Cesena calcio, era impensabile: senza il Cesena calcio è per me stata una cosa naturale, e tutti siamo stati d’accordo. Però sia chiaro, fare calcio come Romagna Centro è una cosa, come Cesena un’altra. E infatti è cambiato completamente l’organigramma”

E per la prima volta non è più Martini a decidere la squadra. Come si è arrivati al nome di Alfio Pelliccioni?
“Il Romagna Centro non aveva i soldi per un ds. Il nuovo Cesena li avrebbe avuti. E abbiamo iniziato a pensare al profilo giusto: naturalmente io ho proposto chi conoscevo, poi è saltato fuori per ultimo il nome di Pelliccioni. Ho studiato il suo storico, ho parlato con lui che si è messo a disposizione dal primo momento, e mi sono trovato davanti alla persona giusta da cui partire”

Però l’allenatore lo ha deciso lei.
“Come le dicevo, a maggio Campedelli ci ha comunicato che avrebbe scelto Forlì. Noi non volevamo privarci di lui, ma sono cose che succedono, e Angelini si è mostrato entusiasta da subito della nostra proposta. Quando la situazione si è evoluta, lui comunque è rimasto il profilo migliore su cui puntare: in categoria non vedo allenatori più adatti al Cesena. Pelliccioni è stato informato immediatamente della nostra volontà di puntare su Angelini e, avendo già lavorato con lui, ha accettato senza riserve”

Differenze tra il suo ruolo e quello di Pelliccioni.
“Pelliccioni sceglie le squadra. Io la presento alla dirigenza. Il mio ruolo è quello di unione tra la Società e il settore tecnico”

Perché Pelliccioni, direttore? Chiunque avrebbe scommesso su Melini... 
“Gli ultimi due mesi a Cesena sono stati... avvelenati: non ci sono state certezze e troppe voci hanno minato la tranquillità e la serenità di chi ha sempre tifato Cesena senza ‘se’ e senza ‘ma’. Io credo che una persona del territorio che però ha lavorato fuori in questi anni potesse essere più obiettiva di tutti noi in questa fase”

Martoranello da chi è gestito?
“Lo gestisce da sempre Polisportiva Martorano spa. Se Cesena FC dovesse usufruirne pagherà a tutti gli effetti un affitto. Il mutuo rimane a carico della spa e non abbiamo mai previsto acquisizioni da parte di un’altra società. Ovviamente se in un futuro qualcuno fosse interessato ci siederemo a parlarne”

Polisportiva Martorano spa entrerà nel capitale sociale della newco Cesena FC spa?
“Non è una eventualità che abbiamo previsto. Sicuramente in termini giuridici il vero passaggio di proprietà di RC Cesena alla newco si concretizzerà solo a fine campionato, perché così è la raccomandazione della Figc, ma di fatto la newco decide per il titolo sportivo dal cambio di organigramma in avanti”

Eredità. Che fine fa il retaggio di Romagna Centro? E, soprattutto, che fine fa il retaggio del Cesena fondato nel 1940?
“Cesena FC raccoglie entrambi. La nostra storia e quella del Cesena, per raccontare una nuova avventura che però è l’avventura del calcio a Cesena. E vogliamo che sia la continuazione del sogno del Cavalluccio”