Gli interessi di Veglia su Cesena

Calcio, ma anche wellness, agroalimentare e futsal: quattro chiacchiere con uno che almeno sa di cosa sta parlando
29.11.2018 08:00 di Gian Piero Travini  articolo letto 3133 volte
Davide Veglia
Davide Veglia

Lo chiamiamo italo-americano ma in realtà è di Genova. È stato caldeggiato da un noto quotidiano locale alla disperata ricerca di un nuovo contatto dentro il Cesena calcio dopo la deflagrazione delle bubbole del figlio di Edmeo Lugaresi e di un certo modello di far notizia in città. È la speranza per chi cerca un affrancamento del pallone bianconero dal sistema economico-aziendale cesenate, ormai in un sistema binario che rischia l’incancrenimento.
È Davide Veglia. Sta in Florida. Manda avanti una azienda di logistica e organizzazione eventi e sogna e investe nel calcio. È il ventiseiesimo socio di Cesena FC spa. E invece di dar soldi a Beckham per l’Inter Miami FC ha scelto l’investimento a Cesena.
Non solo calcistico.

Perché Cesena? Miami è in NASL e a breve esisterà Inter Miami FC. E a Orlando gioca suo figlio e allena una vecchia conoscenza bianconera, Nando Argila... 
“Potrei rispondere numeri alla mano: una città di circa 97mila abitanti che in un campionato dilettanti conta più di 8.300 tifosi abbonati è una realtà più unica che rara. Significa che i tifosi vivono in simbiosi con la squadra della città. Poi perché il Cesena rappresenta una realtà calcistica importante e con una tradizione riconosciuta a livello nazionale. Considerando inoltre che in questo momento è possibile influenzare positivamente la sua rinascita ripartendo dai principi fondamentali del financial fair play, la cosa mi alletta molto”

Lei si occupa di logistica per Big Pharma, e non è operativo nell’agroalimentare… dove è il ritorno di business sul territorio, per lei?
“Interessanti sinergie tra agroalimentare e health&care potrebbero anche crearsi. Soprattutto se nel territorio opera un colosso come Orogel. Mai dire mai... Comunque la mia società si occupa anche di eventi e attività legate allo sport infatti sono anche proprietario di un Football Club a Miami che si chiama Brazilian Soccer Training Center con il quale ho partecipato nel 2015 al Torneo dell’Adriatico con una delle mie squadre giovanili. Per me il Cesena FC rappresenta un’opportunità per confrontarmi con una realtà importante alla quale i miei piccoli giocatori possono ispirarsi al mondo professionistico del calcio italiano. Il Cesena è un’opportunità di marketing e di massimizzazione del branding delle mie società”

Marketing di che tipo, Veglia?
“Considerando il supporto economico e organizzativo da parte di importanti aziende che operano sul territorio, il modello business basato sul concetto synergy è quello che rispecchia l’attuale situazione di ripartenza del Cesena FC. Una crescita “sul campo” rappresenterebbe un successo della squadra, sia per l’immagine del club, sia per i brand di tutte le aziende del gruppo” 

Il modello di cui parla prevede del M&A, fusioni e acquisizioni. Ma qui si parla di un business che finora ha visto unico leader Pubblisole, con la raccolta pubblicitaria: qua si tratterebbe di utilizzare il Cavalluccio come veicolo unico per un pool di imprese... 
“Globalizzare il brand rappresenta un’opportunità economica. Ne potrebbe trarre beneficio il nostro club, grazie ad un possibile aumento delle iscrizioni di giovani calciatori, per i quali sarebbe possibile prevedere nuove attività. Tutti i nostri iscritti al Brazilian Soccer Training Center saranno un possibile veicolo pubblicitario che useremo a livello locale e regionale. Questa apertura negli USA potrebbe permettere di acquisire nuovi sponsor o attrarre nuove risorse calcistiche”.

Fino all’altro giorno qua c’erano dei fruttaroli che si sono fatti tiranneggiare da uno che fa le stories su Instagram con i cagnoni, poi arriva lei e parla di modelli di business... Perché provare a fare calcio con il Cesena, che tradizionalmente non dà confidenza agli ‘estranei’, e non con realtà più grandi?
“Grazie ad un’amicizia che mi lega da anni al signor Gianni Rovereti mi sono avvicinato a Cesena ed al Cesena, ritengo che sia il momento giusto perché attualmente opera un gruppo di imprenditori dediti al successo del Cesena per i quali l'unico interesse e stimolo è la rinascita del club romagnolo. Un piacere far parte del gruppo degli azionisti che mi hanno accolto a braccia aperte”

In una eventuale serie C sarà possibile rivedere Gianni Rovereti in bianconero?
“Ritengo Gianni Rovereti un professionista di alto livello che con la sua grande passione per il Cesena sarebbe in grado di offrire una competenza nel settore scouting, probabilmente la migliore a livello nazionale. E poi è conosciuto e stimato anche all’estero, e non è cosa di poco conto”.

Cosa non ha funzionato con il Genoa? 
“Il rapporto con il Genoa si è interrotto perché le esigenze di entrambi le parti si sono sviluppate in direzioni diverse e abbiamo comunemente deciso di interrompere la collaborazione pur mantenendo buoni rapporti”.

Ha già parlato alla stampa di un possibile futuro dirigenziale di Davide Biondini: e il suo futuro? Quanto cambierebbe essere in cda nel 2019 per lei, dato che in molti lo danno già per scontato?
“Vorrei essere nel CDA per poter lavorare e collaborare alla crescita più da vicino portando possibili innovazioni e idee che dalla realtà americana potrebbero eventualmente essere applicate al Cesena FC”.

Il Cesena ha già ‘acquisito’ una formazione di calcio femminile. Nella sua visione di calcio è possibile anche comprendere il futsal in una realtà come quella bianconera? Lei stesso è un fautore della disciplina in Florida.
“Abbiamo realizzato qualche mese fa il più grande centro futsal della Florida dove si allenano i ragazzi e ragazze del club. Ritengo che il futsal, abbinato alla classica metodologia dell’allenamento, sia in grado di offrire dei vantaggi importanti anche nel calcio a 11: lavoro con spazi e tempi diversi quindi tempi di reazione differenti, l’interpretazione del ruolo come funzione e non come posizione, tecnica e creatività nell’1v1. Insomma il futsal può in qualche modo ‘completare’ il calciatore. Per esempio in Brasile tanti giocatori sono partiti nel futsal e poi si sono affermati nel calcio. Insomma è un connubio tra le discipline che può essere proficuo”.