Dr. Veglia, I suppose: accordo fatto

Davide Veglia manda una mail e diventa il 26esimo socio di Cesena FC: il nuovo Cesena continua a rafforzare la compagine societaria. Ma chi è Veglia?
06.09.2018 08:00 di Gian Piero Travini  articolo letto 3374 volte
Veglia a Miami
Veglia a Miami

Come annunciato ieri da CesenaToday, il CAP Patrignani ha annunciato il SÌ dell’imprenditore genovese Davide Veglia, CEO di ABTS Convention Services all’ingresso in Cesena FC come ventiseiesimo socio.
Davide Veglia entrerà nel Cesena con una sola quota di capitale, 10mila euro con impegno di 25mila euro ogni anno per tre anni in sponsorizzazioni. La regola della quota unica di capitale è la condizione posta da Cesena FC spa a tutti i nuovi soci, per mantenere gli stessi diritti all’interno della compagine societaria senza squilibri di forze.

In realtà i giorni che si è preso Veglia prima di decidere sono serviti soprattutto a pensare a questa formula: Veglia – come già altri soci – si sarebbe impegnato ancora di più, ma la governance presieduta da Patrignani e coordinata da Pubblisole sin dalle prime battute ha sempre mirato dichiaratamente a fare numero e non soci maggioritari. Alla fine ha prevalso il rispetto dell’imprenditore di stanza a Miami per le ragioni bianconere e via mail ha dato il suo via libera.

Veglia non è Warren Buffet, sia chiaro. E non è nemmeno Nerio Alessandri. Non ha inventato il fumo di raso e non ha i fantasoldi, insomma. È benestante e ricco, vicino di casa di Bocelli a North Miami Beach. Sa come muoversi e dicono in tanti che sappia fare impresa. Ha una struttura solida e una passione vera per il calcio: il figlio Christopher gioca nella U-14 dell’Orlando City e in prima persona ha lavorato negli ultimi anni per costruire strutture sportive per il calcio indoor per favorire la pratica del futsal in Florida per i più giovani, non disdegnando nemmeno gli e-sports.
Veglia vuole portare giocatori in Italia e acquisire know-how per il calcio in Florida: questo è il core del suo interesse nel calcio in Romagna.
Può fare del bene al nuovo Cesena, realmente. E sembra ne abbia tutte le intenzioni. Questo mentre altre aziende valutano un ingresso in Società. Chi giudicava morto anzitempo il progetto del nuovo Cesena rischia di rimanere frustrato parecchio da qui a fine 2018.

Ora staremo a vedere quello che succederà da qui in poi. La vera partita societaria non è in serie D, ma inizierà dalla serie C in poi. E per arrivarci c’è un campionato da vincere. E più gli scettici vedono crescere la nuova società e più diventerà vitale il risultato sul campo per evitare che il malcontento attecchisca sul profilo sportivo.