Buon anno ragazzi! Che sia però di crescita e non ennesima rifondazione

01.01.2020 00:15 di Stefano Severi   Vedi letture
Buon anno ragazzi! Che sia però di crescita e non ennesima rifondazione

Buon anno ragazzi! Buon anno a nome di tutta la redazione di TuttoCESENA! Lo sappiamo che siete lì, con lo spumante in una mano e il telefono nell'altra, e state ridendo mentre leggete queste righe in un momento forse non propriamente opportuno. Ma va bene, è importante iniziare l'anno, anzi il decennio con il piede giusto. E quale momento migliore per due considerazioni su ciò che ci aspetta se non questo momento, che va dal brindisi di mezzanotte alla marcia di Radetsky che verosimilmente risuonerà di fronte ad un piatto di cappelletti in brodo da veri romagnoli?

Quale obiettivo deve avere il Cesena per questo campionato? Scordatevi i play-off. O meglio, sarebbe bello centrarli, ma sarebbe praticamente impossibile risalire la piramide fino a centrare l'unica piazza disponibile per la promozione in B. Farebbe bene al morale, metterebbe ulteriormente alla prova la squadra e il tecnico, ma siamo ben consci che ci saranno squadre più attrezzate per l'obiettivo play-off.

E allora? L'obiettivo di questo Cesena è molto semplice: confermare un blocco di giocatori, almeno 7-8 tra cui 5 titolari, dai quali ripartire il prossimo anno. Più l'allenatore. Solo in quest'ottica avranno senso le tante sofferenze di questo inizio di stagione, avrà un senso la rivoluzione estiva con lo smantellamento della squadra che ha vinto la D, avrà un senso aver atteso tanto pazientemente Domenico Modesto anche quando i risultati non arrivavano.

In estate Pelliccioni e i soci (qui rappresentati da Patrignani, ma sappiamo benissimo che i vari Martini, Lelli e Manuzzi hanno decisamente voce in capitolo) hanno effettuato una scelta precisa, che a qualcuno potrà non essere piaciuta ma che nel calcio è legittima: azzerare tutto per ripartire con un nuovo progetto per la serie C. Ok, ci sta: se ritenevano la precedente rosa non all'altezza hanno fatto bene ad agire di conseguenza.

Il progetto è proseguito in questo travagliato girone d'andata in mezzo a tante - per nulla sorprendenti - difficoltà: allenatore alle prime armi, giocatori nuovi, schemi nuovi e affiatamento tutto da creare. 

Legittimamente i soci hanno anche valutato - nel pieno delle loro facoltà - di bocciare drasticamente il progetto Pelliccioni cambiando sia direttore sportivo che allenatore. Però poi non l'hanno fatto, hanno deciso che il progetto era ancora valido e che aveva senso andare avanti così. E fin qui va tutto bene, ognuno ha agito nel rispetto dei propri ruoli.

Poi siamo arrivati al giro di boa e l'estate è più vicina di quanto si possa pensare. Se il Cesena avesse voluto cambiare Ds e allenatore l'avrebbe dovuto fare uno o due mesi fa: non avrà senso farlo a giugno. Finire la stagione con Modesto deve significare il rinnovo di Modesto stesso, nonostante il contratto in essere sia annuale. Lo stesso vale per Pelliccioni e soprattutto deve valere per i giocatori.

Un anno speso a lottare nella parte destra della classifica per una piazza come Cesena ha senso solo in ottica propositiva, ovvero nel momento in cui si voglia costruire qualcosa a lungo termine: del resto questo è quello che ci siamo sempre sentiti raccontare. Allora la priorità deve essere individuare gli elementi da cui ripartire nel prossimo campionato per fare il salto di qualità e lottare costantemente per le prime posizioni della classifica.

Senza i 7 o 8 elementi confermati si rischierebbe l'ennesima rivoluzione e l'ennesima ripartenza da zero: potrebbe anche andare bene ma sarebbe più o meno un terno al lotto. Per questo la conferma di Pelliccioni è un segnale molto importante.

Senza la conferma di Modesto si ricadrebbe nei problemi di cui sopra: ovvio, nessuno si opporrebbe ad un ritorno di un Bisoli o di un Castori (tanto per fare due nomi) ma si tratterebbe ancora una volta di buttare via il lavoro di un anno. E dimostrare di non aver avuto coraggio quando certe scelte sarebbero state da prendere.

Ah, poi andrebbero rinnovati anche due o tre elementi, anche senza la garanzia di un posto da titolare, per ribadire che la squadra Cesena è tutt'uno con la sua realtà: Agliardi, De Feudis (centrocampista del decennio, scusate se è poco) e Capellini.