Tortori, non beccacce

17.09.2018 08:00 di Stefano Severi  articolo letto 3204 volte
Tortori, non beccacce

1. Avete presente quella sensazione che si prova quando una cosa si rivela esattamente come ve l’eravate prefigurata alla vigilia? Beh, probabilmente ieri deve essere stata comune a tanti tifosi bianconeri perché in fondo l’esordio in serie D non c’eravamo immaginato tanto diverso: brutto, sporco ma vincente. 

2. Che questo campionato non fosse una passeggiata l’avevamo già capito in Coppa Italia con le due sonore, e salutari, sberle rifilateci dalla Savignanese. Ieri abbiamo constatato anche quanto sia tutto diverso dalla serie B.

3. In serie D un giocatore lanciato in solitaria in contropiede verso la porta avversaria ha il 50% di probabilità di calciare il pallone alle stelle, il 30% di esaltare i riflessi del portiere e solo un 20% (o forse anche meno) di trovare la via del gol.

4. In serie D gli errori fanno parte del gioco: quelli dell’arbitro così come quelli dei giocatori, che altrimenti non si troverebbero in questo categoria. In serie B poteva bastare un errore grave (di arbitro o giocatore) per decidere una partita: in quarta serie conta solo commetterne il minor numero possibile, perché è virtualmente impossibile non farli. 

5. Si tratta di un elemento che dovremmo tenere bene a mente anche nel formulare le critiche ai ragazzi che ogni domenica scendono in campo, soprattutto nei riguardi quelli più giovani, perché nell’arco del campionato saranno loro l’ago della bilancia.

6. Trattenersi dalle critiche probabilmente è uno sport che proprio non piace al popolo cesenate – a parte quelle nei confronti della vecchia dirigenza, ma questa è un’altra storia – però bisogna capire che in serie D bisogna essere più che mai costruttivi e propositivi. Eventualmente il ritorno al professionismo sarà tutta un’altra storia.

7. Tutto va visto in chiave positiva: non cosa si è sbagliato bensì in cosa si può migliorare. Naturalmente i movimenti della fase difensiva sono passibili di decisi miglioramenti, ma questo ormai lo sanno anche i sassi.

8. L’intesa tra reparti, nelle varie zone del campo, è destinata a crescere ancora notevolmente, così come il supporto degli attaccanti in fase di non possesso palla sarà uno degli elementi sui quali insisterà maggiormente Angelini in futuro.

9. Infine la condizione atletica: prima della girandola di cambi finale il Cesena è apparso un po’ sulle gambe. In particolare non si potrà chiedere per 38 giornate di correre solo ai più anziani, ovvero De Feudis e Biondini, quando ci sono così tanti giovani in campo. 

10. Bene, possiamo migliorare. Dobbiamo necessariamente crescere. Però intanto un’idea di come metterla dentro ce l’abbiamo già. E stando a quanto visto ieri la panchina è sufficientemente ben fornita per mantenere alta la qualità degli undici in campo per tutta la partita. Soffriremo ancora, è chiaro, ma il bello della D poi sarà anche questo.