Tic tac

24.02.2018 18:00 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Tic tac

1. “Siamo una squadra che deve puntare alla salvezza – spiega Castori – e dobbiamo anche abituarci a soffrire. Dobbiamo imparare a stringere I denti e non mollare mai”. Avanti comunque. Parole che per certi versi possono suonare anche rassicuranti: in un frangente in cui la società sta attraversando un oggettivo momento di difficoltà e fatica a farsi sentire, la volontà e determinazione di Castori nel tenere unito il gruppo sono l’unico elemento al quale i tifosi cesenati possono aggrapparsi. Dietro c’è il vuoto, e lo stesso allenatore di San Saverino lo sa bene: “Come mi sento? Abbastanza comodo seduto su questa sedia – scherza amaramente – certo è che se sono io a dovermi dare fiducia da solo, me la do senza dubbio”. Analisi che lascia spazio a poche interpretazioni... ma di dieci anni fa. Sempre dopo una sconfitta contro l’Ascoli.

2. Parole chiare quelle di Castori giunte al termine della sconfitta di Ascoli ma caratterizzate da una peculiarità: sono del 27 ottobre 2007, cioè più di dieci anni fa. Incredibile come la storia si stia ripetendo alla stessa maniera... 

3. “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa” è uno degli aforismi più famosi tra quelli attribuiti a Karl Marx e che si adatta perfettamente alla situazione attuale del Cesena. Una volta la trasmissione che si occupava maggiormente dei bianconeri era Bianco e nero d’Autore di Luciano Poggi, oggi è Striscia la Notizia. Tanto per rendere l’idea.

4. “La storia della società assente non deve essere per noi un alibi – chiosò bruscamente Castori dopo la gara del 2007 –: la partita l’abbiamo persa noi, ed in maniera inspiegabile”. Dieci anni fa come oggi, uno dei pregi di Castori è la sua onestà intellettuale. La situazione che era chiamato a gestire era ingovernabile: il timore, oggi, è proprio quello di cui sopra... che la storia possa ripetersi. 

5. In settimana il presidente del Cesena ha prodotto una delle sue celebri esternazioni via Facebook. “Il 4 marzo non voterò per nessuno che si è espresso contro la caccia. In questo ho le idee chiare!”. In cosa, di grazia, non avrebbe le idee chiare?

6. Dopo sei giornate di ritorno Castori ha totalizzato un punto in più di Camplone grazie alla zampata di Cacìa al 96’ ad Avellino. Castori e Camplone avranno sicuramente le loro responsabilità, ma forse il problema risiede altrove.

7. Castori ha sbagliato formazione: dopo una settimana di lavoro a porte chiuse la montagna ha davvero partorito un topolino. Ma quando si prendono ammonizioni come quelle di Scognamiglio (era diffidato, salterà la Pro Vercelli) e Fedele (stupidissimo doppio giallo) significa che a livello mentale la situazione è disastrosa.

8. Sempre ad Ascoli, in quel 5-2 subito nel 2007, il Cesena finì in 10 per l’espulsione di Cortellini (uno per prestazioni paragonabile a Donkor) e con le ammonizioni dei diffidati Ola (un po’ come Scognamiglio oggi) e Biasi (lo possiamo paragonare ad Esposito?). Segno inequivocabile che quando le cose vanno male è più facile perdere le staffe.

9. Sappiamo tutti come finì quella stagione, con il discusso biennale a Vavassori (noi oggi abbiamo già quello a Drago), il ritorno di Castori e soprattutto l’arrivo di Igor Campedelli.

10. Quella stagione trasformò il Cesena nell’araba fenice, in grado di rinascere dalle proprie ceneri e in due anni effettuare il doppio salto dalla C alla A. Si ripeterà anche in questo caso la storia? Possibile ma, e i tifosi sono avvisati, prima delle risurrezione ci saranno ancora tanti bocconi amari da ingoiare. Povero Cesena e poveri noi, ma intanto il tempo passa. Tic, tac...