Qui non è Hollywood

16.03.2018 23:15 di Stefano Severi   Vedi letture
Qui non è Hollywood

1. Questa squadra è ai limiti dell’impresentabile, costruita senza criterio, con pochissimi uomini di personalità e di tecnica e quasi certamente non raggiungerà la salvezza diretta bensì dovrà sperare nei play out.

2. Se si vuole bene al Cesena e a Castori prima di tutto bisogna essere onesti. Le ultime conferenze stampa post partita sono state un teatro dell’assurdo, con il tecnico marchigiano a raccontare di quanto fosse contento dei suoi uomini e della loro prestazione. Una sorta di sfera di distorsione della realtà, comune a grandi visionari come Steve Jobs, che talvolta può però produrre derive disastrose.

3. Occorre riportare Castori – che va sostenuto fino all’ultimo secondo su questa panchina, perché oltre lui c’è il vuoto – con i piedi per terra, anzi dentro la trincea. Appellarsi dopo una sconfitta come questa a scuse puerili come l’eccessivo recupero o il fallo non sanzionato a Chiricò significa non voler (o sapere, o potere) leggere la realtà.

4. È vero, il Cesena non ha alle spalle una società forte in grado di alzare la voce e farsi rispettare ma la conduzione dell’arbitro questa sera non è stata sicuramente tale da influenzare il risultato. Una palla come quella, al minuto 95, non deve mai e poi mai ritornare in area di rigore.

5. La realtà è che il Cesena è ferito mortalmente, come Di Caprio in “The revenant”, solo che “qui non è Hollywood” (cit.) e potrebbe non finire come tutti ci auguriamo.

6. Tolto Laribi stasera il Cesena era davvero poca cosa: non a caso praticamente nessun altro è riuscito a tirare in porta. Il centrocampo è stato sistematicamente schiacciato nel primo tempo e la difesa ha inevitabilmente fatto acqua a causa delle falle sistematiche di Donkor e Suagher. E di Fulignati nel finale.

7. Un esempio di poca personalità: quante volte avete visto Vita rientrare in difesa per dare una mano ai compagni? Qualche volta è rientrato Dalmonte e soprattutto Laribi, provvidenziale nel primo tempo a respingere sulla linea il tiro di Agnelli dopo che Perticone allo stesso modo si era opposto a Duhamel. Laribi è stato decisivo da porta a porta, Vita è stato invisibile da porta a porta.

8. Il sostituto di Vita, il polacco Kupisz, è l’emblema di questo Cesena: è scarso ma volenteroso e questo gli basta per far una figura migliore di Vita.

9. Il Cesena ha perso due giocatori per crampi prima dello scoccare dell’ora di gioco: quattro partite in quattordici giorni si stanno facendo sentire. Di quelle in fondo alla classifica quasi nessuno ha giocato tanto come il Cesena.

10. Questa sera non resta che la rabbia, che tutto sommato è una cosa positiva. Perché una volta sbollita questa subentrerà la rassegnazione prima e il terrore per un grande salto nel buio, poi. Good night, and good luck.