Poker face

28.04.2019 17:00 di Stefano Severi   Vedi letture
Poker face

1. E tutto va come deve andare. La maledizione del Manuzzi continua e il Cesena ancora una volta è obbligato ad affidare i sogni promozione ad una trasferta.

2. Tutto sommato però per oggi va bene così. Il 4-1 al già retrocesso Castelfidardo è il segnale che tutti si attendevano, così come la vittoria del Matelica a Campobasso (che quest’anno non è stata certo squadra portafortuna per il Cesena)  era decisamente prevedibile.

3. Sono in tanti, per la verità, ad essere usciti contenti dal rettangolo di gioco: primo tra tutti ovviamente Giovanni Ricciardo, autore di un clamoroso (quanto inedito) poker di rabbia che cancella le tre giornate di squalifica.

4. Era importantissimo ritrovare il bomber, vista la recente anemia in fase offensiva della squadra bianconera. Da questo punto di vista è significativa l’esultanza di Ricciardo dopo il primo gol, sotto la curva Ferrovia: sgroppata dall’altra parte del campo fin sotto la mare. “Scusatemi”, sembrava voler dire, “ma adesso sono tornato”.

5. È sicuramente uscito felice dal campo, o da bordo campo, anche Beppe Angelini: per una volta il suo Cesena ha vinto una partita in maniera pulita, netta e incontrovertibile come aveva dimostrato di saper fare fino allo scorso gennaio, prima della mini crisi.

6. È vero, il Castelfidardo tecnicamente mostra tutto il gap di oltre 50 punti in classifica ma alla penultima giornata la testa spesso conta più delle gambe, e il Cesena ha dimostrato di essere carico sin dall’inizio. Da quando, cioè, Angelini ha schierato i suoi ragazzi con un 4-3-3 con Capellini e Alessandro ai lati di Ricciardo. 

7. Certo, ancora una volta il Cesena è riuscito a subire gol senza praticamente accorgersene: Agliardi è stato inoperoso per tutto l’incontro a parte in occasione del rigore (e dell’errore che lo ha causato). Unica nota stonata (a parte il clima novembrino) di una giornata praticamente perfetta.

8. Sicuramente contento, anzi commosso, ha abbandonato il campo Davide Biondini, al quale la Curva Mare ha offerto ogni forma di tributo in occasione della sua ultima partita ufficiale al Manuzzi Orogel Stadium. La bandiera stile figurina Panini, poi lo striscione “Dal Cesena alla nazionale, da domani in Curva Mare: Biondo uno di noi” fino alla standing ovation in occasione della sostituzione.

9. Nei bassifondi della serie D le telecamere non entrano negli spogliatoi ma non c’è certo bisogno di troppa fantasia per immaginare che sotto la scorza di uomo duro, di allenatore in campo, di leader del gruppo, una lacrima, e forse anche qualcosa in più, sia scesa dal volto del Biondo.

10. Appuntamento tra 7 giorni. Appuntamento con l’ultima di sempre del Biondo, appuntamento con la voglia di record di De Feudis, appuntamento con l’ultima partita di un campionato che vogliamo abbandonare a tutti i costi ma soprattutto a Giulianova ci sarà l’ennesimo appuntamento con la storia.