Pak Doo-ik

A Daniele Nardi e Tom Ballard
18.03.2019 23:15 di Stefano Severi   Vedi letture
Pak Doo-ik

1. A volte conta la fame e stasera sembrava proprio che ne avesse di più a Savignanese. E per fortuna che ieri il Matelica non aveva vinto così ci siamo risparmiati la retorica della difficoltà nel giocare sotto pressione. Perché forse qualcuno i campionati pensa di vincerli senza pressione né fame.

2. E invece no, il Cesena ha perso (vabbeh, un pareggio che sa di sconfitta) contro una squadra di semiprofessionisti che si allena di sera proprio perché ci sono tesserati che hanno anche un altro lavoro.

3. Longobardi sta al Cesena come Pak Doo-ik sta all’Italia: d’ora in poi potremmo dire “è stata una Savignanese” al posto di “è stata una Corea”.

4. In tre partite ufficiali, una in coppa e due in campionato, i ragazzi di Farneti sono stati complessivamente superiori ai bianconeri per gioco espresso: dominatori assoluti in estate quando il Cesena era ancora in costruzione, gagliardi all’andata quando i ragazzi di Angelini vincevno le partite con un solo tiro in porta e ancora una volta migliori per almeno 70’ stasera.

5. C’è un aspetto nel quale la Savignanese ricorda tantissimo il Matelica e per il quale si differenzia tantissimo dal Cesena: la compattezza del gruppo. In campo tutti si aiutano, tutti si cercano. Giocano a memoria, sanno trovarsi, sembrano moltiplicarsi e annichiliscono il gradiente tecnico in campo.

6. Prendiamo in esame il primo tempo stasera: vi ricordate forse un uno-contro-uno da parte di un giocatore del Cesena degno di questo nome? Eppure dal punto di vista tecnico la differenza sarebbe dovuta essere abissale: invece no, i padroni di casa erano sempre in raddoppio e il Cesena non costruiva né la superiorità numerica né il gioco.

7. La sostituzione di Agliardi con Sarini è stata la mossa della disperazione di Angelini che, a conti fatti, ha poi ripagato: è stato proprio Tonelli a centrare la traversa da cui è nato il pareggio bianconero. Però il tardivo inserimento di Capellini a 5 minuti dal 90’ è più incomprensibile dei congiuntivi di Nicola Zingaretti.

8. Resta l’atavico problema della difesa: come ormai succede da un paio di mesi a questa parte il Cesena subisce gol nell’unico, o quasi, tiro in porta che concede. Certo, Benassi e Noce in particolare non sembrano attraversare un grande stato di forma, poi la sfortuna nera ha voluto che De Feudis, scivolando, travolgesse proprio Benassi, ma siamo sempre qui a trovare una giustificazione per il gol subito. Sempre. Mentre il Matelica vacilla ma dietro non le busca proprio mai, e questo è il dato che più spaventa.

9. Dal punto di vista mentale stasera il Cesena si è giocato mezzo campionato. Spingere il Matelica a -7 a sette partite dal termine avrebbe significato inferire un colpo quasi da ko ai marchigiani: non da match point, sicuramente da set point. Invece il distacco rimane immutato con la differenza che un altro turno favorevole ai romagnoli è passato (il prossimo sorride ai biancorossi) e il Matelica resta con il vento in poppa.

10. Se ci limitassimo a guardare la classifica a sette giornate dal termine non potremmo fare a meno di sottolineare come il vantaggio del Cesena sia ampiamente rassicurante: analizzando però le ultime gare il giudizio va completamente ribaltato. Anzi è assai probabile che in queste ultime partite  il Matelica faccia più punti del Cesena e la vera domanda è: questo +5 sarà un bottino sufficiente per affrontare l’inverno calcistico alle porte? In ogni caso soffriremo fino alla fine.