Monty Hall

22.04.2018 01:04 di Stefano Severi   Vedi letture
Monty Hall

1. Facciamo finta che il presidente di una squadra di calcio bianconera sia arrivato all’ultima prova di un quiz a premi, nel quale si trova di fronte tre porte chiuse ed identiche. Ogni porta nasconde un premio: dietro alle prime due c’è una capra, dietro alla terza c’è un’auto nuova. Il presidente sceglie una porta da aprire: il conduttore, che conosce gli abbinamenti, per aumentare la tensione apre una delle due porte con dietro la capra, escludendola dal gioco e chiedendo al concorrente se voglia, ora che ci sono solo due porte in gioco (una con una capra e una con la macchina) cambiare la propria scelta iniziale. Se foste voi il presidente di quella squadra di calcio bianconera, cosa fareste? Cambiereste porta? 

2. Se il problema appena esposto vi ha colto di sorpresa e la risposta, così su due piedi, non vi appare poi scontata, non preoccupatevi: è perfettamente normale. L’affascinante problema di Monty Hall mi è servito solo per dimostrare che il calcolo delle probabilità per sua natura è ostico, specie nel mondo del calcio. E questo piccolo esempio dovrebbe illustrare come l’accontentarsi del punto al Rigamonti sia frutto più dell’istinto irrazionale della squadra che di veri e propri calcoli statistici.

3. Castori in conferenza stampa lo ha spiegato: al termine della “settimana inglese”, quella con 3 partite in otto giorni, la squadra era particolarmente stanca, specie dopo i 90 minuti ad alta intensità contro l’Empoli.

4. Di fronte c’era un Brescia quasi salvo che giocava con la mente libera – e tutti ci ricordiamo di Trapani-Cesena dello scorso anno – ma non disposto a cedere il passo, soprattutto tra le mura amiche.

5. Il pareggio insomma non è certo stato concordato a tavolino ma con l’evolversi della gara è stato l’esito più naturale. Di quelli che l’istinto di un calciatore non può non comprendere, di quelli che – ipse dixit – meglio due feriti che un morto.

6. A chi non sarebbe piaciuto vincere oggi, soprattutto alla luce dei risultati delle dirette concorrenti? Ma va anche considerato che il Cesena è stato costretto a giocare con Donkor (tra i peggiori in assoluto) ancora una volta titolare e con Cascione (impeccabile fino al 93’ poi ingenuo nel cinturare, proprio come un vero difensore non farebbe, Caracciolo in area) al centro della difesa. Ergo: accontentiamoci del punto.

7. La tabella di marcia del Cesena è semplice: rimanere in vita il più a lungo possibile. Restare aggrappati ai due treni più importanti: quello che porta alla salvezza diretta e quello che porta ai play-out. È il massimo che la squadra possa fare.

8. Certo, si può sempre criticare Castori: ci mancherebbe, è un sacrosanto diritto del tifoso. Però se Castori è il terzo allenatore in tre anni e la squadra non si scosta da quella posizione di classifica significa che forse il problema non è chi siede in panchina bensì chi siede dietro alla scrivania.

9. Questo Cesena ha appena 11 giocatori in grado di partire titolare e ogni cambio, specie quelli a partita in corso, finisce per indebolire la squadra. Mentre il Brescia metteva Caracciolo il Cesena rispondeva con Jallow, che non so se ascolti Irene Grandi, ma che è ugualmente in vacanza da una vita.

10. E per finire, un quiz ancora più difficile del Monty Hall: visto che in tanti hanno criticato la scelta di schierare titolare Cascione, chi avreste messo voi in difesa? Dai, adesso andate avanti voi…