Lunga vita al muro

10.11.2019 00:17 di Stefano Severi   Vedi letture
Lunga vita al muro

1. Nella giornata in cui gran parte del pianeta festeggia la caduta di un muro, noi all’Orogel Stadium ne abbiamo eretto un altro, quello a protezione della porta di Marson.

2. Il Cesena più bisolizzato della gestione Modesto, un 3-5-2 che con gli esterni perennemente bassi e Franco che rientra a centrocampo si trasforma in una sorta di 5-4-1, permette finalmente ai bianconeri di mantenere la porta inviolata.

3. Nessuna paura di commettere un fallo tattico e prendersi il cartellino, attaccanti avversari seguiti a uomo e veloci ripartenze: il calcio sa essere bello anche quando è semplice.

4. Il cambio di atteggiamento, e probabilmente anche di mentalità (ma questo lo vedremo più avanti), ha permesso a Modesto di ottenere anche un risultato non da poco: inserire Marson, come richiesto dai piani alti, al posto di Agliardi senza alcun contraccolpo negativo.

5. La vera sfida era togliere una pedina come Agliardi fondamentale per guidare la difesa – già alle prese con troppi errori di gioventù – per rimpiazzarlo con un altro giovane (e quindi meno esperto). Il catenaccio di Modesto in questo senso è stata l’arma vincente.

6. Per una volta si può dire davvero che, come nelle favole, vissero tutti felici e contenti. La società e felice per una squadra piena di under – e in questo, nonostante l’abissale differenza di budget, siamo un po’ come a Rimini – Modesto è felice perché ha fermato la squadra col migliore attacco del campionato e i tifosi finalmente… almeno hanno visto battaglia per 90 minuti.

7. I problemi certo non svaniscono istantaneamente: la vittoria continua a mancare da troppo tempo e la classifica è ancora deficitaria. Allo stesso tempo sarebbe inesatto parlare di squadra in crescita perché di grossi passi in avanti non se ne sono visti: però sono cambiati modulo e atteggiamento, e già questo basta per sperare nella svolta. 

8. Si potrebbe poi approfittare del caso Reggio Audace per sottolineare come la società emiliana sia stata brava nel gestire la transizione dalla D – il salto nella categoria superiore è arrivato tramite ripescaggio – e nell’aver dato forza ad un progetto che li ha proiettati ai piani alti della C.

9. Il Cesena, come ormai ben noto, ha deciso invece di rivoluzionare tutto e di ripartire da zero, con risultati altalenanti. Da un lato è positivo come questo Cesena abbia già giocato 4derby tra campionato e coppa, tutti in trasferta, vincendone due e pareggiandone altrettanti: dall’altro è doveroso ripetere che il budget bianconero sia più del doppio di quello del Rimini o del Ravenna.

10. Ah, poi c’è De Feudis, quello che il Cesena stava ancora una volta per lasciare a casa questa estate. Forse perché a Martorano uno come il Conte non l’avete mai avuto.