La vita com’è

17.04.2018 22:55 di Stefano Severi  articolo letto 2317 volte
La vita com’è

1. Per l’ottimista il Cesena ha tenuto testa alla capolista in maniera gagliarda, riuscendo a spaventarla davvero tanto. Per il pessimista il Cesena è stato agganciato al pareggio appena 4 minuti sui 97 (inclusi i recuperi) della partita: 3 ad inizio gara e altri due (scarsi) tra la rete di Moncini e il bis di Donnarumma.

2. Per il realista il Cesena ha fatto ancora una volta zero punti ed è il dato che più conta, visto che i bianconeri di Castori dovranno comunque cercare i punti salvezza anche contro tante squadre delle zone alte della classifica.

3. Per il pubblico del Manuzzi alla fine sono stati meritati gli applausi: scena parecchio inusuale per una sconfitta tra le mura amiche ma evidentemente alla squadra è stato riconosciuto di aver espresso il massimo sforzo. Più di così il Cesena non avrebbe potuto fare.

4. Per lo scaramantico questa sconfitta potrebbe essere propizia, perché l’inizio di partita con l’Empoli è stato praticamente una fotocopia di quello di 6 anni fa, 9 dicembre 2012. I toscani di Sarri passarono in vantaggio già al terzo minuto con Croce per poi raddoppiare al 7’ con Tavano. Finì 3-1 per gli ospiti e a fine gara Bisoli da solo si recò a chiedere scusa alla Curva Mare. Ma sappiamo tutti cosa accadde da lì in poi.

5. Per il critico di Castori invece potrebbe essere la volta buona per chiederne l’esonero per utilizzo di armi chimiche, tanto per citare la buotade del momento. Perché, va sottolineato, oggi di errori Castori ne ha commessi davvero pochi.

6. L’unico errore potrebbe essere il voler insistere su un Isaac Donkor che ha dimostrato, forse anche a causa dell’età, di non saper assolutamente reggere il carico psicologico che la pressione di queste gare impone. Disastroso in difesa (pregevole il suo assist per Donnarumma sul primo gol), impreciso sui cross, in perenne ritardo nelle ripartenze dell’Empoli. Proprio oggi, qua a Brema, nella gelateria italiana ho incontrato Luca Caldirola e ho pensato che a Cesena non ho più visto un terzino così da quando se n’è andato lui: mi ero dimenticato di Donkor.

7. Perfetta, per il resto, la formazione iniziale, in barba alle elucubrazioni sui moduli: la distinta annuncia Kupisz nel tridente (eh vabbeh, da Ragusa, Ciano e Garritano quest’anno si passa a Kupisz, fate voi…) del 4-3-3 ma con l’avvio da incubo Castori cambia spesso e volentieri gli assetti in campo e riesce a cambiare completamente l’inerzia.

8. Al di là dei moduli quello che conta per centrare la salvezza sono grinta, cuore e cattiveria. Dalmonte e Moncini sono le bandiere di questa squadra, Di Noia e Laribi hanno tessuto un’ottima trama, Fedele, Kupisz e persino Fazzi hanno corso fino a esaurimento polmoni.

9. Poi sono entrati Chiricò e Jallow, a lungo invocati come possibili salvatori della patria. Chiricò ha fatto due volte la stessa finta per andare al cross poi è stato letteralmente annullato dall’Empoli mentre Jallow è rimasto ancora mentalmente al suo viaggio in Africa. Se questo deve essere il contributo alla salvezza del gambiano, possiamo già salutarci senza problemi.

10. Adesso sotto col Brescia, piazza tradizionalmente ostica per Castori. Consiglio per i tifosi: “guarda me, prendo tutta la vita com'è, non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè”.