Il punto più basso

07.12.2019 23:30 di Stefano Severi   Vedi letture
Il punto più basso

1. Difficile asserire con certezza se quello di stasera sia stato davvero il punto più basso toccato dal Cesena nella storia recente. Ricordiamo però che il 28 settembre 2003, il giorno del blackout, il Cesena perdeva 1-4 in casa con il Prato e più d’un tifoso chiese la testa di Castori che fino a quel momento non aveva certo entusiasmato.

2. Oppure il punto più basso potrebbe essere il gol di Postigo dello Spezia che riuscì nell’impresa di privare della promozione il Cesena più forte degli ultimi 20 anni in serie B, mentre se dal piano tecnico ci spostiamo a quello più generale potremmo considerare come punto più basso la storia del vicepresidente-tifoso e dell’associazione di tifosi che dalla curva entrano in CdA promettendo chiarezza partecipando invece al fallimento.

3. Conta poco, ormai. Perché se anche quello di stasera non dovesse essere il peggio di sempre, o almeno della recente storia bianconera, resta uno smacco colossale, difficile da cancellare.

4. Puntare il dito contro qualcuno in particolare stasera sarebbe scorretto, oltre che ingeneroso, perché porterebbe a pensare che la sconfitta sia figlia di una serie impressionante di errori di individuali quando invece il naufragio è stato collettivo.

5. Dopo due minuti di gioco non sbaglia infatti il solo Brunetti: il cesenate, uno degli eroi delle ultime uscite, è semplicemente quello che paga per tutti trovandosi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Certo, la sua trattenuta è una scelta infelice ma non è certo lui il solo a leggere male la situazione.

6. Sbaglia probabilmente anche l’arbitro ma è difficile attendersi qualcosa di diverso: siamo in terza serie, gli errori li fanno anche le giacchette gialle. E soprattutto non deve in alcun modo rappresentare una giustificazione o un’attenuante per quanto successo.

7. Sbaglia Marson sul secondo gol (era il suo palo) e sul terzo (uscita a vuoto): per molto meno Agliardi è stato crocifisso e proprio per questo sarebbe opportuno per una volta non enfatizzare una giornata no di un giovane portiere.

8. Poi salvataggi sulla linea, grandi parate e persino un gol annullato per un fuorigioco difficile da rilevare anche con il mezzo tv: insomma, quando la giornata è nera, lo è in tutto e per tutto.

9. Resta il risultato finale, uno 0-4 che fa male più all’orgoglio che alla classifica. Non è da Cesena perdere così in casa, con un passivo del genere, contro l’ultima della classifica reduce da una striscia interminabile di sconfitte. 

10. Non è da Cesena nemmeno vedere il pubblico abbondare i gradoni a mezz’ora dal termine – no, non era Imsaila Diop del Fano quello che spesso si sentiva nominare – ma non è nemmeno da Cesena autocommiserarsi anziché pensare al riscatto. Avanti bianconeri.