Il calcio fatto alla boia d’un Giuda

11.11.2018 07:00 di Stefano Severi  articolo letto 2939 volte
Il calcio fatto alla boia d’un Giuda

1. Vincere, alla fine, va sempre bene. Soprattutto dopo una bruciante sconfitta e ancor di più mantenendo ancora una volta la porta inviolata.

2. Poi ci sono anche le emozioni, che ieri hanno avuto il nome di Ettore Casadei, Giuseppe De Feudis e Federico Agliardi: per quello che hanno fatto in campo, per quello che le loro storie raccontano e (soprattutto) per quello che potranno ancora dare a questa squadra. Sono emozioni che fanno innamorare. 

3. C’è ancora un elemento fantastico di questo sabato da tre punti: il calore della Romagna che ha accompagnato la squadra di Angelini anche nella lunga e impegnativa trasferta molisana. Alla faccia del vuoto cosmico.

4. Però gli spunti positivi finiscono qua: il Matelica straccia la Sangiustese e la classifica resta invariata nelle prime due posizioni. Anzi, se si allarga l’analisi alle top 5 del girone F si scopre come il Cesena abbia raccolto un pareggio e due sconfitte (deve affrontare solo il San Nicolò). Troppo poco per coltivare sogni di gloria.

5. Se da un lato è innegabile che il campionato bianconero sia radicalmente cambiato dopo l’arrivo di Agliardi, con cinque vittorie su sei gare e un solo gol subito, dall’altro il Cesena si mostra ancora troppo fragile e poco cinico.

6. In difesa l’errore tattico, in marcatura o di posizionamento, è sempre dietro l’angolo e non è affatto raro che le seconde palle, in area di rigore, siano spesso preda degli avversari.

7. A centrocampo, nonostante il lavoro encomiabile di capitan De Feudis (a proposito, Sindaco, gliela diamo la cittadinanza onoraria per meriti sportivi?), manca un adeguato supporto in fase costruttiva.

8. In attacco Casadei rappresenta un’ottima pedina che potrebbe non limitarsi ad essere vice-Ricciardo ma che andrebbe provata anche in tandem: gli errori sottoporta sono però ancora troppi. Lo zero di domenica scorsa brucia ancora molto.

9. Per fortuna mercoledì si tornerà ancora in campo, perché questa squadra ha tremendamente bisogno di continuare a macinare minuti insieme, raccogliere esperienza e possibilmente, necessariamente, infilare vittorie per continuare a creare un’identità propria.

10. Eh già, vincere questo campionato non è per nulla facile, e il Cesena per farlo in definitiva deve maturare ancora molto: la paghi tutta, e a prezzi d' inflazione, quella che chiaman la maturità.