I LOVE bel gioco

29.09.2019 23:49 di Stefano Severi   Vedi letture
I LOVE bel gioco

1. Devo fare pubblica ammenda: ho sempre considerato il cosiddetto “bel gioco” una perversione da professoroni col riportino nei capelli. Poi è arrivato Modesto e se quello che si è visto con l’Imolese è “bel gioco” allora ne divento grande fan anch’io: l’importante è che arrivino sempre i tre punti. Ah, dimenticato: il Padova capoclassifica, mercoledì scorso contro di noi, non è che abbia poi vinto in maniera tanto diversa...

2. Ricapitoliamo: il Cesena ha vinto con l’unico tiro in porta o quasi, poi ha sofferto, è stato salvato dalla traversa e la partita è stata in bilico fin quasi al 90’, quando il Cesena ha tracciato una riga sulla propria tre quarti e ha deciso che era tutto finito nonostante i 5 minuti di recupero. Insomma, grande personalità.

3. Certo, è più facile lamentarsi dopo una sfida come quella di oggi, perché per tutti (e soprattutto per la classifica) è l’ultima della classe e il Cesena è la regina di Romagna, per cui non dovrebbe temere niente e nessuno. A ben guardare però si trovavano di fronte una neopromossa e una squadra reduce dalle finali play-off, terza classificata lo scorso anno e con un budget a disposizione non troppo diverso da quello del Cesena. 

4. È vero, il Cesena ha giocato male, o meglio, non è riuscito ad imporre la propria visione di gioco all’avversario. Non è stato quasi mai in grado di creare superiorità numerica in mezzo al campo, di aggredire l’Imolese sulle fasce né di rifornire adeguatamente Butic. Eppure per la prima volta nel corso di questo campionato ha mantenuto la porta inviolata tra le mura amiche e per l’ennesima partita di fila al Manuzzi ha trovato la via del gol. Perfetto.

5. A proposito di Karlo Butic: ancora mi chiedo cosa gli sia capitato la scorsa stagione per non aver messo a segno nemmeno una rete. A Cesena si sta completamente rigenerando: anche oggi ha praticamente trasformato l’unica palla gol capitatagli tra i piedi, tra l’altro conquistata con rabbia dopo il tentativo di Russini.

6. Difficile prevedere per quanto Butic sarà in grado di mantenere questa media realizzativa: certamente la graduatoria delle punte dovrebbe essere estremamente chiara, con Sarao molto meno incisivo del collega croato.

7. Capitolo centrocampo: tutti si gioca su due nomi, ovvero De Feudis e Valencia. Due sui quali Modesto ha mostrato di nutrire più di un dubbio. Partiamo da Valencia, partito titolare in Coppa, poi bocciato per motivi tattico-caratteriali, quindi rispolverato per necessità in campionato e ora vero valore aggiunto del centrocampo. Certo, sarà anche confusionario a volte, ma in pratica fa girare da solo il motore del Cesena.

8. Poi c’è il capitano, quel Beppe De Feudis che forse in estate qualcuno avrebbe voluto salutare prematuramente e che invece è stato confermato per non ripetere i vergognosi addii (su tutti quelli di Ficcadenti e Drago, sempre firmati dalla stessa coppia presidente-direttore sportivo) del passato. L’anarchia di Valencia necessità dell’estremo razionalismo del Conte: speriamo che dalla tribuna lo abbia notato anche Modesto e chissenefrega se De Feudis non proviene dal Rende.

9. Per il resto va tutto bene, compresa una classifica che resta relativamente corta ma che colloca tutto sommato il Cesena in una posizione consona alle aspettative estive. L’importante è restare umili – compreso l’allenatore – perché il campionato resta lungo e pieno di trabocchetti.

10. I più importanti di tutti, ça va sans dire, saranno i due derby, contro Ravenna e Rimini: entrambi arriveranno nel mese di ottobre ormai alle porte ed entrambi saranno in trasferta. Vediamo di volare bassi e non sottovalutare nessuno, specialmente i derby.