Forti, ma non fortissimi

15.11.2018 06:00 di Stefano Severi  articolo letto 2934 volte
Forti, ma non fortissimi

1. Beh, dai, abbiamo vinto, cosa sono quelle facce tristi… un po’ di entusiasmo, suvvia! La noia e la sofferenza di un anonimo mercoledì di novembre non devono far passare in secondo piano l'importanza di tre punti pesantissimi.

2. Il coefficiente di difficoltà ieri sera era altissimo: giocare con addosso la pressione di un Matelica in fuga in classifica e contro un avversario ottimamente schierato e per nulla propenso a scoprirsi. È andata bene, molto bene, date le premesse.

3. Difficilmente rivedremo qualcuno fare l’errore della Sammaurese che, per ammissione del suo stesso allenatore Mastronicola, venne a giocarsela in case del Cesena (sul neutro di Forlì) a viso aperto, causando la più facile vittoria dei bianconeri in questo campionato. 

4. Ora è lecito aspettarsi tantissime altre partite tatticamente bloccate, soprattutto in casa, nelle quali spetta in primo luogo a Beppe Angelini trovare la chiave per scardinare i piani avversari.

5. Contro la Savignanese questa chiave è stata data dal gol, piuttosto casuale, di Alessandro: in quel momento gli ospiti hanno scoperto di non essere preparati alla gestione dello svantaggio e di fatto la partita si è spenta ancor di più.

6. Angelini sa che si sta giocando molto nel corso di questa stagione e sa che l’imperativo categorico è arrivare incollati al Matelica sino al 1 dicembre, cioè all’apertura del mercato invernale per i Dilettanti. 

7. Più passano le giornate è più il Matelica raccoglie successi, allo stesso modo crescono le preoccupazioni del tecnico bianconero per una rosa giudicata non in grado di ammazzare il campionato. E per uno come Angelini arrivare a lamentarsi della rosa corta in conferenza stampa significa tanto: che la rosa è addirittura cortissima.

8. Si sconta così il peccato originale con cui è nata questa squadra: l’aver ereditato metà rosa dal Martorano Romagna Centro. Con tutto il rispetto per Sarini, non si può non constatare come il solo Agliardi (un solo gol subito in 7 partite) abbia portato con le sue parate almeno 6-8 punti nelle ultime 3 vittorie. E nessuno sa cosa sarebbe successo con Agliardi sin dalla prima giornata.

9. Questa rosa è forte ma non fortissima. Non ha le pedine per fare la differenza sul piano tecnico, per far impazzire gli avversari nella ricerca del pallone, per imporsi per manifesta superiorità. È semplicemente una forte squadra di serie D.

10. Il Cesena FC ora si trova davanti ad un bivio: aprire i cordoni della borsa ora per piazzare qualche colpo importante a dicembre tale da far fare ai bianconeri il salto di qualità, oppure farlo a campionato finito, quando cioè il primo posto potrebbe essere definitivamente sfumato e l’unica strada per la C sarebbe il ripescaggio con ingente obolo da versare a fondo perduto alla Federazione. La scelta appare piuttosto semplice.