Fabrizio park the bus

16.12.2017 20:11 di Stefano Severi  articolo letto 2091 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Fabrizio park the bus

1. Cosa hanno in comune Cesena e Manchester United? Semplice, l’allenatore. In fondo Josè Mourinho non è poi tanto diverso da Fabrizio Castori, per carattere e tattica. Oggi il tecnico di Tolentino si è prodotto in un “masterpiece” (ovvero capolavoro) tipico del portoghese: parcheggiare l’autobus davanti alla porta. E l’ha fatto persino meglio di quanto fatto da Mou nel recente derby di Manchester.

2. Guardiamo ai numeri (fonte Sofascore): possesso palla 71% Parma, tiri totali 11-3 per i ducali con un 6-1 limitatamente alle conclusioni nello specchio. Risultato: un punto per parte. In altre parole: una vera e propria impresa.

3. Facciamo un salto indietro di un mesetto, per la precisione al 18 novembre 2017 circa a quest’ora. Con il morale sotto i tacchi il Cesena tornava dalla manita subita ad Empoli e con la prospettiva di un calendario proibitivo: Brescia e Pescara in casa con l’obbligo di vincere e Frosinone e Parma in trasferta. Risultato: 8 punti che hanno catapultato i bianconeri fuori dalla zona rossa della classifica.

4. Il capolavoro di Castori è tattico: sin dalla settimana aveva lavorato alla mossa a sorpresa, ovvero l’inserimento di Cascione, facendo credere a tutti di voler invece arretrare Laribi. Spostare l’italo-tunisino sarebbe stata naturalmente una mossa controproducente: ecco quindi che dal mazzo spunta la carta Cascione, il vero autista del bus.

5. Camplone aveva spostato Cascione nella linea difensiva ma certi movimenti, e soprattutto certe tempistiche, sono difficili da assimilare a 34 anni. Castori ha avuto l’intuizione giusta: spostarlo nuovamente avanti trasformandolo nel primo difensore del Cesena, guardiano di centrocampo. Anche a costo di sfidare l’ira del popolo bianconero, non molto propenso ad accettare la presenza nell’undici iniziale dell’ex pescarese.

6. In fondo il calcio di Castori è semplice: quando si può menare si mena, quando ci si deve difendere ci si difende e quando si può si riparte in contropiede. Senza disdegnare la palla in tribuna all’occorrenza.

7. La sfida del Tardini chiude simbolicamente un’epoca: quella del bel gioco e del possesso palla (senza nessun rimpianto, anzi con qualche rimorso), ma al contempo riapre quella del vero Cesena, fatta di corsa, grinta e cuore.

8. È pur vero che per la prima volta dal ritorno di Castori in riva al Savio il suo Cesena non ha segnato, ma si tratta del nono risultato utile nelle ultime dieci gare e soprattutto il secondo punto consecutivo conquistato in casa di una delle super favorite per la vittoria finale.

9. Palermo e Cremonese saranno gli ultimi ostacoli di questo difficilissimo dicembre 2017 ma ora il messaggio è chiaro: il Cesena non ha più paura di nessuno. In questo ancora una volta va dato atto al Mourinho di Tolentino di aver trasformato l’acqua in vino. Per intenderci: se addirittura Donkor fa bella figura e si attende con ansia il rientro di uno come Kupisz significa che le nozze di Cana erano roba da dilettanti.

10. Ultimo pensiero per i tifosi. A Parma erano 700 i bianconeri presenti nel settore ospiti: bravi loro ma in generale un po’ pochini data l’esigua distanza e la comodità della trasferta. Nemmeno un abbonato su dieci ha scelto di seguire il Cesena in una delle trasferte più comode della stagione: che senso aveva oggi organizzare dei pullman quando il grosso dei tifosi aveva deciso di muoversi in treno? Quanti dei 400 tifosi presenti alla festa al Palace Hotel erano oggi al Tardini?