È un mondo difficile

29.10.2018 19:00 di Stefano Severi  articolo letto 2648 volte
È un mondo difficile

1. È campionato intenso, Cesena a momenti e futuro incerto. I bianconeri conquistano la quarta vittoria consecutiva ma le ultime due uscite, contro Forlì e Jesina, hanno reso chiaro a tutti quanto non sia affatto semplice conquistare i tre punti.

2. In fondo lo si ripete da inizio campionato: non è che le avversarie si ‘scanseranno’ solo perché siamo il Cesena. Al contrario, specie in trasferta (anche ieri c’era la giornata biancorossa a Jesi) si trasforma nell’occasione perfetta per uno sgambetto alla corazzata bianconera: stadi improbabili, pubblico numeroso e giocatori motivati a disputare la partita della vita.

3. È bene quindi scollarsi di dosso, nel caso qualcuno non l’abbia ancora fatto, quell’elitarismo radical chic che porta a considerare alcune partite più facili delle altre. Quando sei condannato a vincere sempre – ed è proprio il caso del Cesena – non esistono impegni più semplici degli altri proprio perché si gioca prima di tutto sempre contro se stessi.

4. Sfidare se stessi, cercare sempre di migliorarsi sapendo che non si hanno più a disposizione passi falsi, è una sfida durissima, soprattutto per una squadra come quella di Angelini che sta lavorando per scacciare i demoni di inizio stagione.

5. Può sembrare paradossale ma persino una salvezza in serie B può essere meno complicata, o comunque nasconde meno insidie, di un campionato di serie D da vincere a tutti i costi. Giocare senza pressione spesso aiuta tantissimo i giocatori, soprattutto i più giovani, e migliora il rendimento. L’obbligo della vittoria è un fardello che alla lunga può risultare logorante.

6. Il braccio largo di Valeri sull’1-0 o le leggerezze di Stikas sul 2-0 sono chiari esempi di come questa pressione possa produrre effetti devastanti sui giocatori. Situazioni in teoria non complicate né da leggere né da sbrogliare che vengono trasformate in possibili patatrac da gesti tanto impulsivi quanto errati dei giocatori bianconeri: ecco i risultati dello stress da vittoria.

7. L’errore di Valeri avrebbe potuto cambiare se non il corso del campionato sicuramente quello della partita: rigore del possibile pareggio della Jesina con espulsione e ripristino della parità numerica. A quel punto per il Cesena, già frenato da un campo che assomigliava al tracciato della quasi contemporanea maratona di Venezia (“ragioniere, provi a rana”, cit.), sarebbe stata notte fonda.

8. Sia chiaro, è sempre meglio avere a che fare con lo stress da vittoria che con i problemi tipici di un campionato anonimo o, peggio, di bassa classifica. Semplicemente, a meno di non voler destabilizzare un ambiente già fragile per miseri interessi di bottega, evitiamo di catalogare come più semplici i prossimi impegni dei bianconeri. 

9. Il Cesena chiude ottobre con un discreto bottino di quattro successi consecutivi che non basta però per agguantare la vetta. Ma va benissimo così: la crescita della squadra rispetto a settembre è evidente sotto tutti i punti di vista (difesa, guarda un po’, ancora imbattuta dal ritorno di Agliardi) ed è in piena scia della capolista Matelica. 

10. A novembre, lo ripetiamo sin dalle prime giornate, inizia il vero campionato dei bianconeri: il rodaggio è finito e l’obiettivo è quelli di arrivare a Natale già con un discreto vantaggio sulla seconda in classifica. Il Matelica al momento vola il Cesena sa già di dover fare solo una cosa: vincere ogni santissima domenica.