Cugini di Campagna

13.12.2018 07:00 di Stefano Severi  articolo letto 2503 volte
Cugini di Campagna

1. Campagna ha dimostrato di poter stare in serie D: non nel Cesena ma nel Romagna Centro. Sprezzante giudizio letto poco più di un mese fa, lo scorso 5 novembre, all’indomani della sconfitta interna con la Recanatese. 

2. Tutt’ora mi chiedo il significato di quelle parole, ovvero del perchè stroncare in maniera inappellabile un giovane bianconero all’indomani di uno sfortunato scivolone con gol del pareggio inspiegabilmente annullato nel finale. Tra l’altro un giovane ormai divenuto indispensabile nell'economia degli under.

3. Eppure questa è Cesena: dopo il pareggio con il Campobasso lo sport preferito dalla piazza sembrava essere il tiro al bersaglio contro Beppe Angelini, indicato come unico colpevole del -7 dal Matelica.

4. Stroncando Campagna si finisce per attaccare inevitabilmente Angelini che continua a dargli fiducia: la dicotomia non si spezza. Poi magari dal mercato arriveranno altri under in grado di far compiere il sorpasso al Cesena ma per il momento Campagna è una delle colonne di questa squadra, che piaccia o meno.

5. Perché partire da Campagna per raccontare una serata come quella di ieri? Semplicemente perché Campagna, così come De Feudis, rappresenta l’emblema dell’anima di Cesena: il cuore prima di tutto. Forse non era chiaro, e per molti non lo è ancora: non conta la categoria, il Cesena è destinato a soffrire continuamente, anche in serie D.

6. La vittoria con il San Nicolò Notaresco rappresenta una partita manifesto per i colori bianconeri: subito avanti, poi rimontati (per la prima volta nella storia della neo società), e poi contro-rimonta (anche in questo caso per la prima volta). In più il Cesena fino a ieri non aveva mai subito due gol tra le mura amiche nel corso della stessa partita.

7. Il successo è stato limpido? No. Gli avversari abruzzesi avrebbero meritato il pareggio e ai punti anche qualcosa in più? Probabilmente sì. Il Cesena ha rubato qualcosa? No. E allora prendiamoci questi 3 punti, perché le partite si vincono anche così.

8. I problemi continuano a esserci e, anzi, se ne creano di nuovi, come l’infortunio a Valeri o l’ennesimo stop precauzionale per Biondini. Forse è colpa del sintetico, forse degli allenamenti troppo intensi di Bisoli o forse ancora dell’anno bisestile (nel 2016 infatti ci siamo beccati Drago). Però la lista dei guai fisici è sempre più lunga. 

9. Allora godiamoci questa vittoria, la prima contro una formazione di alta classifica dopo un incredibile filotto di tre sconfitte (Matelica, Recanatese e Pineto) e un pareggio (Sangiustese), e pensiamo già al Castelfidardo domenica prossima. 

10. Perché in fondo è stata una vittoria da Cesena: brutta, sporca e cattiva. In una serata da tregenda, in cui in tanti hanno scelto di rimanere al calduccio del proprio salotto magari guardando in tv su Sky il calcio minore. Vittoria per il morale, vittoria la classifica ma vittoria soprattutto per chi c’era.