Claudio Chiappucci

22.12.2017 17:05 di Stefano Severi  articolo letto 2691 volte
Chiappucci
Chiappucci

1. Chi di voi è grande abbastanza per ricordarsi del Calimero del ciclismo, ovvero Claudio Chiappucci? Il Cesena di Castori è quanto più, nello sport moderno, possa assomigliare all’eroe di Uboldo. Brutto anatroccolo, stilisticamente impresentabile ma tremendamente battagliero.

2. Il Palermo di stasera aveva la classe di Greg Lemond nel Tour 1990, ma il Cesena non si è arreso. Ha fatto forse tutto quello che non doveva fare, con una condotta tattica della gara ampiamente rivedibile, ma ha portato a casa un punto clamoroso. E soprattutto ha fatto tesoro di un episodio piuttosto fortunoso, che nel ciclismo potrebbe proprio essere equiparato a una fuga bidone.

3. La scelta di mandare in campo Cacia sin dal primo minuto, su campo gelato e scivolosissimo, era rischiosissima e non ha pagato nel breve termine – non è mai stato messo in condizioni di nuocere – ma è importante in chiave futura. Sia perché permette di fare turnover in attacco, roba di lusso per una squadra che lotta per la salvezza, sia perché contribuisce a ricostruire una pedina fondamentale come l'ex ascolano in vista del girone di ritorno.

4. Il Cesena è venuto meno totalmente a centrocampo, dove il solo Kone non è stato sufficiente per spezzare l’avvolgente manovra del Palermo che ha avuto sistematicamente la meglio sia sulle palle alte che sulle seconde palle. Raramente i padroni di casa hanno vinto un contrasto e, per una squadra che basa tutto sull’agonismo, è stato un grosso problema.

5. L’avvio è stato da mal di mare: Donkor, l’anello debole della difesa di casa, si è fatto saltare come un birillo e il Cesena ha subito gol con la difesa schierata. Colpo potenzialmente da ko, supportato da un giro di palla sontuoso degli ospiti.

6. Invece la grinta del Calimero Cesena è emersa e, grazie anche ad un rimpallo favorevole, Jallow ha sfoderato un colpo da biliardo semplicemente splendido. Attenzione: la fortuna si forma al rimpallo. Dal tocco del centravanti bianconero in poi la differenza l’ha fatta la mentalità bianconera.

7. Già, Lamin Jallow che a 90’ dal giro di boa è ad una sola lunghezza dalla doppia cifra. A Verona, lato Chievo, stanno ripensando al grande affare fatto in estate, quando l’attaccante africano è stato usato come contentino (prestito con diritto riscatto e controriscatto) nell’operazione per portare Garritano in Veneto. E da giugno, cioè dalla firma dei contratti, il suo valore è semplicemente lievitato.

8. E il Palermo? Tanta classe ma anche tanti assenti e un po’ troppa presunzione. Non basta essere più forti per vincere la partita. Fulignati è stato bravissimo a negare per due volte il possibile 0-2 e a tenere a galla i suoi compagni di squadra ma dal pareggio di Jallow in poi il carattere di Calimero Castori e dei suoi uomini ha pesato sulla bilancia più della classe dei Tedino-boys.

9. La vittoria del Foggia conquistata proprio nel finale a Salerno tiene accesissima la lotta per la salvezza ma questa squadra ormai sa che la classifica è relativa. Quando non si soccombe nemmeno di fronte al tasso tecnico della capolista – che salvo sorprese di carattere finanziario vincerà il campionato a mani basse – significa che non si ha paura di nessuno. Proprio come Chiappucci, proprio come quella volta verso Sestriere.

10. L’ultimo punto è dedicato a un grande appassionato delle due ruote, ciclista per passione, e soprattutto incarnazione dell’amore per i colori bianconeri. Ieri, 20 dicembre, ricorreva il secondo anniversario della scomparsa di Vittorio Calbucci: un grandissimo professionista, un esempio, un compagno di tante trasferte ma soprattutto un amico. Ciao Vittorio, e buon Natale.