Che un marchigiano alla porta

25.02.2019 07:00 di Stefano Severi   Vedi letture
Che un marchigiano alla porta

1. Innanzitutto i complimenti al Matelica: il loro ruolino di marcia è impressionante. Come già rilevato la scorsa settimana hanno ora una difesa impenetrabile o quasi e sembrano in grado di poter cogliere successi con estrema facilità, al contrario del Cesena, che per vincere deve soffrire sempre fino al 97’.

2. Ora il Cesena ha di fatto tre partite in casa: due all’Orogel Stadium e una al Morgagni di Forlì contro la Savignanese. In casa i bianconeri affronteranno l’Isernia (domenica prossima) e il Pineto ma, indipendentemente dagli avversari, per vincere il campionato saranno necessari i tre punti, sfruttando al massimo il fattore campo.

3. A quel punto, e solo dopo aver totalizzato 9 punti su 9, si potrà guardare senza recriminazioni ai risultati del Matelica. Se i marchigiani dovessero centrare altre tre vittorie, portando la striscia di successi consecutivi a undici, allora sarebbero veramente dei marziani o quasi.

4. Se però i nostri immediati inseguitori dovessero commettere anche un solo mezzo passo falso, ecco che il distacco dal Cesena tornerebbe a +7 a sei giornate dalla fine, quanto basta per allentare un po’ la tensione che si respira in Romagna da ieri sera.

5. Fra sette giorni il Cesena ospiterà l’Isernia mentre il Matelica completerà il doppio turno casalingo ricevendo l’ostica Sangiustese. Poi arriverà la sosta e domenica 17 riflettori puntati su Francavilla-Matelica, con il Cesena impegnato (manca ancora l’ufficialità) la sera seguente a Forlì contro la Savignanese.

6. Scenario numero uno: il Matelica batte Sangiustese e Recanatese e, in attesa del posticipo del Morgagni, si porta a -2 dal Cesena che a Forlì scenderebbe in campo con la tensione a mille. Purtroppo questo è l’incubo peggiore per un finale di campionato a quel punto di vera sofferenza.

7. Scenario numero due: il Matelica rallenta leggermente e il 18 marzo il Cesena contro la squadra di Oscar Farneti ha l’opportunità di tornare a + Il confine tra paradiso e inferno non è mai stato così sottile e i cinque punti di distacco in classifica si mostrano contemporaneamente molti e pochi. Classica applicazione del paradosso di Schrödinger.

8. Però… dieci o undici vittorie di fila sono davvero tante. Certo, serve giocare bene, ma anche la dea bendata ti deve continuamente sorridere. Non deve capitare un infortunio (basti pensare cosa succede al Cesena senza Ricciardo), non deve esserci una decisione arbitrale storta, una giornata super del portiere avversario. Insomma, si tratta di bravura mista a scaltrezza nell’evitare i contrattempi. Per capirci: per vincere 7 Tour di fila devi essere il migliore, ma non basta: devi sperare sempre che quello davanti a te non prenda mai una buca. Per il Matelica è la stessa cosa: sono fortissimi ma devo continuare ad andargli sempre tutto bene.

9. E il Cesena visto a Recanati? È una squadra forte con alcuni punti deboli, specie in difesa, che gli avversari ormai conoscono e spesso sanno sfruttare. È un gruppo che senza Ricciardo in avanti perde almeno metà del potenziale offensivo,  che senza De Feudis a centrocampo fatica a far filtro ma che nonostante tutto subisce due gol in una sola partita una volta (e mezza) per girone.

10. Angelini ha colpe? Naturalmente il tecnico è il primo ad avere meriti quando le cose vanno bene e colpe quando vanno male. Ieri è andato tutto male e le perplessità sulle sue scelte sono tante, ma non è questo il momento per le critiche. Adesso conta solo guardare avanti, alle prossime tre partite. Poi tireremo le prime somme di questo campionato.