Cesena siamo noi

24.09.2018 07:53 di Stefano Severi  articolo letto 3642 volte
Cesena siamo noi

1. Sapete cosa? Vincere è sempre bello e tutto il resto non conta. L’avversario, la categoria, lo stadio o il calendario: quando si torna a casa con i tre punti tutto è sempre bellissimo.

2. Alessandro, Tortori o Ricciardo: peccato solo che in questa categoria non ci siano le maglie personalizzate, altrimenti i nostri figli sarebbero pronti per il ritorno a scuola con il bianconero giusto, alla faccia delle strisciate.

3. Il titolo di favoritissima del girone comporta oneri (molti) e onori (pochi, e per lo più inutili). Da un alto ci sarà sempre tantissima attenzione e grande seguito per le uscite dell’undici bianconero, dall’altra il minimo passo falso rischia di trasformarsi in una mezza tragedia.

4. Oltre ad una indiscussa superiorità tecnica e tattica, per vincere il campionato servirà infatti avere le spalle larghe. Giocare nel Cesena in D non significa infatti essere automaticamente forti e potersi permettere i colpi di tacco, bensì comporta (e richiede) un professionismo da categoria superiore.

5. Ieri al Morgagni abbiamo iniziato a vedere un po’ di tutto questo. Le giocate leziose e inutili sono in costante diminuzione rispetto alle ultime uscite: restano altri errori, ma quelli faranno sempre parte del gioco in questa categoria. E come già ad Avezzano abbiamo visto una squadra vogliosa di rimanere sempre sul pezzo.

6. Cresce la squadra, crescono i terzini, crescono i ragazzini: il tempo gioca a nostro favore. Il turno infrasettimanale alle porte non è esattamente il meglio che potessimo chiedere al calendario ma in fondo va bene così: la voglia di giocare, e vincere sempre, deve essere la benzina del motore bianconero.

7. Ieri infine è finalmente ricomparso il Cavalluccio sulle nostre maglie: evento assai significativo, che sottolinea come il legame dell’ippocampo con la città e con i tifosi, indipendentemente da chi governa la società o dal numero di matricola. In altre parole, il ritorno del Cavalluccio riprende lo slogan dei tifosi: Cesena siamo noi.

8. Più passa il tempo e più il grande puzzle del Cesena Calcio inizia a ricomporsi. Sia a livello tecnico-tattico – il grande lavoro estivo inizia lentamente a pagare –, che manageriale, con il tanto atteso ritorno del Dino Manuzzi Orogel Stadium.

9. Quel giorno, quando finalmente ritorneremo sui gradoni del nostro stadio e troveremo mille seggiolini colorati, sarà davvero bellissimo. Ci guarderemo intorno e troveremo tutto o quasi come l’avevamo lasciato: i nostri amici di fianco a noi, la birra in mano, gli striscioni appesi, le bandiere al vento e la squadra in campo.

10. Basterà chiudere appena un po’ gli occhi per ritornare a quella sera primaverile in cui la Cremonese s’arrendeva al Cesena e tutto lo stadio era in festa. Poi è arrivata l’estate e così com’è arrivata se n’è andata e un altro campionato è ricominciato. Come tutti gli anni, come ogni autunno, come sempre.

Non è cambiato niente. Cesena siamo noi.