Castori ora pro nobis

29.04.2018 01:54 di Stefano Severi   Vedi letture
Castori ora pro nobis

1. Il calcio in fondo è bello perché è semplice: chi vince gode e ha ragione, chi perde racconta e ricorda (che sia il Triplete o i successi su Cagliari e Crotone). Oggi ha vinto Castori, quindi… beh, fate voi.

2. Ha vinto Castori con una partita perfetta sotto tutti i punti di vista: nell’interpretazione, nella gestione del vantaggio e nei cambi. Concedere un solo tiro in porta (palo al 90’) a quella che arrivava al Manuzzi come una delle principali forze della cadetteria non è certo cosa da poco.

3. Finalmente il Cesena ha gestito bene il vantaggio, evitando di rinchiudersi anzitempo nella propria metà campo e senza mai rinunciare ad un attaccante in grado di mettere pressione alla difesa avversaria. Persino i cambi oggi sono decisamente inattaccabili.

4. Una volta raggiunta l’unanimità sul giudizio da attribuire a Castori, fermiamoci un attimo ad analizzare meglio alcune le sue scelte: Kupisz nel tridente, Jallow centravanti, Suagher centrale e Fazzi terzino sinistro. Se anche uno solo di questi avesse commesso un errore fatale, per Castori sarebbe iniziata la solita via crucis. Invece ancora una volta ha avuto ragione il mister e Kupisz si è preso una grande rivincita dopo la partita d’andata.

5. Tutto risolto, tutto a posto, discorso salvezza chiuso? Certamente no, soprattutto considerando che la prossima trasferta è in un campo stregato come l’Adriatico di Pescara. Però il calendario tutto sommato potrebbe essere amico di un Cesena che preferisce affrontare le big che giocano a viso aperto mentre fa molta più fatica a scardinare le difese più arcigne di chi bada prima di tutto a non prenderle.

6. Quale sarà in questo finale di stagione l’uomo in più di questa squadra? Semplice, anzi semplicissimo: Fabrizio Castori. Perché i miracoli non li sta facendo solo in campo – in sala stampa rimarcava come con la sua media punti sin dalla prima giornata il Cesena sarebbe attualmente ai margini della zona play-off – bensì nella gestione dell’intera rosa, dal punto di vista tecnico, atletico e mentale.

7. Il gioco di Castori – lui stesso lo ha ammesso – è semplice: aggredire gli spazi , verticalizzare e fare male. Semplice ma efficace. La condizione atletica – lo si è visto oggi al primo caldo – è ancora decisamente buona: tra Empoli e Frosinone il Cesena ha giocato due partite ad altissima intensità intervallate dal tanto criticato pareggio di Brescia (da rivalutare alla luce del successo contro i ciociari).

8. La mano di Castori è però evidente anche nella gestione dello spogliatoio, ereditato in pessime condizione dalla gestione Camplone, durante la quale in pratica si era arrivato al tutti contro tutti (specialmente Camplone contro società). Castori ha saputo riportare coesione in un ambiente non semplice, smussare i contrasti tra giocatori (Jallow e Donkor sono i primi a doverlo ringraziare) e fare sentire tutti, o quasi, parte del progetto. 

9. Qualcuno ancora probabilmente si sta chiedendo cosa potrebbe inventarsi per criticare Castori dopo una giornata così: magari perché non ha schierato Chiricò, perché il possesso palla è stato troppo basso, perché Ciano non giocava da esterno invertito o perché per la salvezza manca ancora tanto.

10. In realtà il concetto è molto semplice: ogni critica, tecnica o meno, rivolta a Castori, è una critica non indirizzata alla presidenza. Anche oggi, con la squadra in piena zona retrocessione, l’intero stadio ha pensato solo a incoraggiare la squadra anzichè contestare la dirigenza: presa di posizione giusta, anzi giustissima, perché i conti si faranno alla fine. E comunque vada sul campo, non saranno conti semplici.