Cambio cambio cambio di mentalità

21.10.2018 08:00 di Stefano Severi  articolo letto 3434 volte
Cambio cambio cambio di mentalità

1. Correva l’anno 1994: tutti eravamo significativamente più giovani, Ricciardo aveva appena 8 anni, almeno metà della rosa attuale del Cesena non era ancora nata, Hubner sbagliava un pallonetto a Cremona col Padova così clamoroso che devo ancora finire di recitare i Paternoster necessari a cancellare la seguente blasfemia e soprattutto i Negrita, una delle band rock più importanti della scena italiana, rilasciavano il loro primo singolo, “Cambio”. Esplicito il testo: “Cambio di mentalità […] datemi un’altra possibilità”. Inno perfetto per la vittoria di ieri.

2. Perché quella del Mazzola è un successo che vale molto di più dei tre punti che ha portato in dote: è probabilmente la prima vittoria del nuovo Cesena, quello che dovrà vincere il campionato.

3. Contro un’avversaria che aveva gli stessi punti in classifica e che non perdeva dalla seconda giornata il Cesena si è imposto con una determinazione e con una facilità impressionante, denotando un evidente divario tecnico in campo che i padroni di casa non sono riusciti a colmare nemmeno con l’agonismo.

4. In poche parole i ragazzi di Angelini hanno giocato e vinto da squadra di categoria superiore, offrendo una prova quasi priva di sbavature. In pratica il Cesena ieri ha lanciato un primo messaggio al campionato: “Stiamo arrivando”.

5. Del resto la Società era stata chiara sin dall’inizio sia con Angelini che con i tifosi, nei frequenti incontri con i gruppi organizzati: ottobre sarebbe dovuto essere il mese della crescita definitiva, della maturazione e della messa a regime della squadra. Santarcangelo rappresenta la prima risposta importante dello stesso Angelini.

6. Al di là del roboante risultato, colpisce fino a questo momento il percorso di crescita costante del Cesena. Partendo dalla cocente sconfitta in Coppa Italia con la Savignanese fino alle recenti vittorie contro Sammaurese e Santarcangelo, ogni volta i bianconeri hanno migliorato qualcosa. La tenuta fisica ormai è vicina a quella ottimale, la difesa grazie al ritorno di Benassi e soprattutto all’innesto di Agliardi è diventata la migliore del girone (al pari della Savignaese che però deve giocare oggi) mentre l’attacco procede a una media di oltre due reti a partita.

7.  La classifica in questo momento è l’ultima cosa che deve guardare il Cesena: la priorità resta il completamento del percorso di crescita intrapreso in questo mese di ottobre e il turno infrasettimanale sembra cadere a fagiolo. I bianconeri devono dimostrare di essere cresciuti a livello mentale oltre che tattico: sapere congelare la partita nei momenti più difficili, accelerarla invece quando serve o gestire il temporaneo svantaggio sono qualità fondamentali per aspirare a vincere il campionato ma ancora tutte da dimostrare.

8. Da un alto bisogna dare atto ad Angelini di saper lavorare davvero bene sul campo mentre dall’altro vanno fatti i complimenti alla società (presidente e ds) per essersi assunta la responsabilità dell’errore estivo sul portiere ed aver prontamente rimediato. Il ritorno di Chicco Agliardi pare aver impresso alla squadra il definitivo salto di qualità.

9. È opinione comune degli addetti al lavoro che per fare bene in serie D sia necessario avere degli under di ottima qualità, affinché non siano loro a rappresentare il punto debole della squadra. Dopo la sfortunata esperienza con Sarini, il Cesena ha invece deciso di affidarsi ai veterani: da Agliardi a De Feudis fino a Ricciardo l’asse portante bianconero ieri era tutto “made in the ‘80s”.

10. Naturalmente è ancora presto per tirare somme, farsi selfie trionfalistici o lasciarsi andare all’ottimismo. Il Cesena sa che la classifica non è nemmeno da considerare e che l’obiettivo al momento è quello di continuare a crescere indipendentemente dall’avversario di turno. Tra una settimana, dopo aver affrontato Forlì e Jesina, sarà tempo per il primo mini bilancio.