Benvenuto al Nord

09.09.2019 00:17 di Stefano Severi   Vedi letture
Benvenuto al Nord

1. Eccolo, finalmente, un Cesena che piace: è quello che vince. Poco importa per un’intera frazione, la prima, si stato talmente quadrato da risultare brutto e per un’altra, la seconda, abbia poi vinto giocano “alla Modesto”.

2. Verosimilmente la ripresa di ieri a Verona ha ricordato molto il primo tempo con la Vis Pesaro, con il Cesena bravo ad aggredire costantemente l’avversario ai fianchi dando l’impressione di poter colpire in ogni momento. E in effetti i gol sono arrivati, sia con i marchigiani che con i veneti.

3. Peccato solo che nel mezzo ci siano stati quei due minuti di follia nel secondo tempo dello scorso lunedì, più pesanti a livello psicologico persino dei quattro gol rimediati a Carpi all’esordio. Chiaramente anche contro la Virtus Verona, per tutti i primi 45’, le scorie di quella sconfitta erano ben evidenti nella testa dei giocatori.

4. Principalmente erano però evidenti nella testa del loro allenatore, quel Ciccio Modesto che probabilmente deve ancora capire che tipo di ambiente sia Cesena: ideale per fare calcio in tranquillità ma, come ogni paesino, caratterizzato da comari che non brillano certo di iniziativa.

5. I diecimila del Manuzzi, e un po’ in generale tutta la piazza romagnola, non giudicano un allenatore dagli schemi applicati o dal divertimento prodotto durante le partite: fischi e applausi sono determinati dal semplice mix di risultati e impegno. Non si tratta certo del terzo segreto di Fatima. 

6. Eppure Modesto, sotto tanti aspetti, deve capire che non allena più in una piazza del sud bensì e non più nel girone C della terza serie: sembra una differenza da poco ma non lo è.

7. Modesto dovrà essere pronto a giocare in campi più pesanti, soprattutto in inverno, dove la fisicità spesso ha il sopravvento sulla tecnica e il gioco aereo diventa fondamentale. Soprattutto però dovrà capire in fretta che al nord non è la stampa ad indirizzare le simpatie della piazza nei confronti dell’allenatore.

8. Il tecnico bianconero in questo momento è un soldato che va difeso: se la società in estate ha scelto di aderire al 100% al suo progetto, ora questa stessa società deve spendersi in prima persona per proteggere Modesto da atteggiamenti autolesionisti come la conferenza stampa della vigilia Virtus Verona-Cesena con quelle parole su una pressione che semplicemente a Cesena non esiste.

9. Le dichiarazioni della vigilia hanno infatti messo in luce una insospettabile fragilità emotiva del tecnico e del gruppo: sono serviti i due gol di Butic per scacciare fantasmi ben peggiori.

10. La vittoria di Verona ha poi fornito mille indicazioni: ha detto che il Cesena dovrebbe essere di livello superiore rispetto agli avversari veneti, in teoria candidati a lottare per non retrocedere, e che sulle palle inattive in difesa si soffre ancora tanto, troppo. Soprattutto però ha dimostrato che il gioco di Modesto può portare anche punti pesanti: al tifoso cesenate questo basta e avanza.