Angelini e Demoni

15.04.2019 01:27 di Stefano Severi   Vedi letture
Angelini e Demoni

1. Ci eravamo lasciati la settimana scorsa dicendo che, al di là delle scelte spesso contestabili e non condivisibili di Angelini, questa squadra sarebbe stata da sostenere fino alla fine. Mancavano in quel momento ancora quattro giornate e, volenti o nolenti, saremmo dovuti andare all’arrivo così, con quella formazione.

2. La giornata di ieri non ha fatto altro che ribadire il valore di quelle parole: vittoria del Cesena e sconfitta del Matelica. Più cinque in classifica e promozione finalmente ad un passo, a sole tre giornate dalla fine. 

3. Facciamo ancora un passo più indietro: all’analisi del calendario pubblicato su TuttoCesena dopo il pareggio di Campobasso. Domenica scorsa sia Cesena che Matelica avevano sfide da due stelline e sono arrivati due pareggi: ieri c’erano quattro stelline come grado di difficoltà per il Matelica (che infatti ha perso) e due per il Cesena (che ha vinto). Bene, anzi benissimo: però giovedì i marchigiani ospitano la Savignanese (una stellina) mentre il Cesena va a giocare in casa del Notaresco (tre stelline, che nelle ultime giornate potrebbero essere diventate anche due). Quindi ancora massima attenzione.

4. Difficile prevedere che la Savignanese, non propriamente in ottimi rapporti con il Cesena a causa dei noti progetti relativi all’Accademia giovanile, possa scendere in campo a Matelica con lo stesso spirito guerriero con cui affrontò il Cesena in diretta tv a Forlì. Ma questo ad Alessandro e compagni non dovrebbe nemmeno interessare.

5. Occorre ora più che mai mantenere il sangue freddo. Questa squadra, soprattutto senza Ricciardo (o senza il Ricciardo dei tempi migliori) fa una fatica tremenda a segnare, sbaglia gol clamorosi. E sbilanciandosi tantissimo finisce per subire gol sull’unico tiro in porta concesso agli avversari nell’arco di una partita: anche a Vasto è andata così, nonostante il tasso tecnico degli abruzzesi fosse evidentemente basso (non hanno vinto un contrasto in tutta la partita).

6. Ecco che giovedì contro il Notaresco il Cesena dovrà scendere in campo calmo, concentrato e soprattutto senza l’obbligo di vincere a tutti i costi. Un pareggio non sarebbe per nulla un risultato negativo, nonostante una vittoria permetterebbe molto probabilmente di trasformare la sfida con il Castelfidardo in una grande festa. L’importante è non perdere e quindi non rischiare troppo.

7. Certo, i due rigori hanno di fatto rimesso in sella un Angelini che all’intervallo era molto vicino all’esonero, nonostante a questo punto nessuno avrà mai il coraggio di ammetterlo. Una sconfitta a Vasto giunta in contemporanea con la non vittoria del Matelica a Recanati avrebbe esaurito la scorta di bonus del Cesena FC e sarebbe stato praticamente impossibile non cambiare per cercare di dare una scossa all’ambiente.

8. Invece il Cesena ha vinto e Angelini giustamente si è sfogato in sala stampa contro i “gufi”. Resta da capire se i gufi siano i tifosi che, più sui social che dal vivo a dir la verità, lo hanno contestato da mesi nonostante la prima posizione o se, al contrario, il titolo di pennuti vada attribuito a quei dirigenti che ormai da tempo, un po’ troppo allegramente, fanno intendere che il rapporto con Angelini finirà a fine campionato.

9. Poco importa, a tre giornate dalla fine. Se era importante una settimana fa restare uniti, lo è ancora di più a tre giornate dalla fine con il traguardo sempre più vicino. Poi ci sarà spazio per tutte le polemiche, le considerazioni, le dietrologie e le infinite elucubrazioni sul futuro del Cesena Fc, su dove stiamo andando, sì ma quanti siete, un fiorino.

10. È proprio perché adesso si dovrebbe restare uniti che certe polemiche sembrano create ad arte per creare malumore nell’ambiente: l’esempio più clamoroso è quello relativo alla giornata bianconera contro il Castelfidardo. Certo, la società avrebbe potuto trovare una soluzione migliore per difendere un bilancio un po’ troppo in rosso e al tempo stesso non scontentare 8mila abbonati (che hanno tutto il diritto a lamentarsi). Ma tirare in ballo cose come poco rispetto o poca riconoscenza nei confronti dei propri tifosi fa quantomeno sorridere: i bilanci della vecchia dirigenza, quelli sì, erano poco rispettosi dei tifosi, eppure hanno sempre attirato molte meno critiche di un biglietto messo a 5 euro.