A posto

20.10.2019 23:42 di Stefano Severi   Vedi letture
A posto

1. È tutto a posto. Lunedì sera su VideoRegione a TifoCesena! non ci sarà alcun ospite del Cesena FC e Flavio Bertozzi non potrà continuare la propria personalissima battaglia contro la società. Ecco, partiamo dalle cose importanti: credo che i dirigenti bianconeri, al di là del risultato odierno a Rimini, possano tutto sommato ritenersi soddisfatti. 

2. Modesto si lamenta dei fischi ricevuti a fine partita al Romeo Neri? Se fossi in lui telefonerei in società per chiedere che prossimamente vengano ammessi allo stadio solo i tifosi più facilmente controllabili, magari quelli che lavorano già per qualche azienda riconducibile alla proprietà del Cesena FC o che con essa intrattengano rapporti commerciali. Nessun accesso invece, se volete chiamatelo Daspo societario, per tutti quelli che hanno fischiato. Soprattutto per quelli che fischiano dallo scorso campionato.

3. Ecco, sono questi i problemi del Cesena, no? Chiedo quindi perdono in anticipo per la parentesi volutamente polemica in apertura degli spunti – era doveroso anche da parte mia manifestare solidarietà a livello umano e personale a Flavio Bertozzi – e prometto di guardare avanti. E l’ottimismo non è certo il sentimento prevalente in questo frangente.

4. Il pareggio di Rimini ha il sapore di una sconfitta, va ammesso. Contro un avversario che non vince dalla prima di campionato, con turbolenze societarie di rilievo, con una rosa non certo di altissimo livello tecnico, il Cesena ha persino rischiato di perdere, pur giocando circa un’ora con un uomo in più.

5. I bianconeri partono bene, sfiorano il gol con Borello, non fanno giocare il Rimini, passano in vantaggio col rigore di Butic e guadagnano la superiorità numerica per l’espulsione di Scappi e sfiorano il 2-0 con De Feudis. Poi il blackout: pareggio di Arlotti al 40’, solissimo e indisturbato come nemmeno gli ultras bianconeri ieri in giro per Rimini, e nessun altro tiro in porta fino alla punizione in chiusura di partita di Valencia. Tutto incredibile, come incredibile sarebbe stato il 2-1 di Ventola al 90’.

6. Il primo dato di giornata è che Cioffi ha sovrastato tatticamente Modesto. Un allenatore che riesce a nascondere l’inferiorità numerica per oltre un’ora, rischiando persino di vincere la partita e senza praticamente correre alcun pericolo, è un allenatore che sa ben disporre la propria squadra in campo.

7. Modesto invece, ancora una volta, a partita in corso fatica a trovare il bandolo della matassa. A fronte dei tantissimi cambi di formazione preparati in settimana si denota una eccessiva rigidità tattico-mentale a partita in corso: il Cesena sa farsi rimontare ma non sa rimontare né cambiare l’inerzia della partita. Il 3-2 finale con la Triestina resta l’eccezione che conferma la regola.

8. Che qualcosa non funzioni lo si evince anche da una semplicissima analisi: il Cesena non sa battere i calci d’angolo. Ogni tiro dalla bandierina si conclude con la palla regalata agli avversari. Può sembrare una dettaglio di poco conto ma è grave che un allenatore non riesca a lavorare adeguatamente su questi fondamentali.

9. Ora Modesto sa di non poter più sbagliare. Parlare di avvicendamento potrebbe essere prematura ma la tranquillità delle settimane precedenti lascia spazio ad un ambiente decisamente più ricco di interrogativi. Süd Tirol e poi Ravenna con ogni probabilità faranno chiarezza, in un senso o nell’altro.

10. Ultima nota dedicata al tifo bianconero, che per una volta ha rivissuto un pomeriggio come ai tempi della D. Stadio con tubi Innocenti e ampi settore chiusi, campo al limite dell’indecente e pubblico per tutto l’anno assente che accorre solo in occasione dell’arrivo del Cesena. Peccato solo che non ci siano più né Alessandro né Ricciardo (ok, questa me la potrebbe aver suggerita Flavio).