Schiavone: “Cascione avrebbe fatto molto comodo a questo Cesena”

A tu per tu con l’ex centrocampista bianconero: “Lugaresi mi ha tradito, Foschi no. In Romagna ho ingranato grazie a Castori. Agliardi è un fuoriclasse. Un giorno tornerò da voi... ”
16.11.2018 19:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 2915 volte
Andrea Schiavone
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Andrea Schiavone

Due stagioni non banali. Due stagioni pregne di critiche, di tonfi, di incubi, di mezze verità. Ma anche piene di applausi, di complimenti, di amicizie vere. L’ex centrocampista del Cesena Andrea Schiavone ha tante cose da raccontarci.

Schiavone, vuole subito dire qualcosa a Giorgio Lugaresi? 
“A Lugaresi? No, meglio di no. Io sono una persona educata e non ho voglia di offendere nessuno. A voi invece posso dire che Lugaresi mi ha profondamente deluso. Ci ha tenuto nascosta la verità sullo stato comatoso del Cesena fino alla fine. Non lo perdonerò mai... ”

E di Foschi che dice? Secondo tanti, il Direttore, ha abbandonato la nave prima che affondasse.
“Con Lugaresi sono arrabbiato, con Foschi no. Foschi, per noi giocatori, è sempre stato una figura importante. Lui c’era sempre, anche nei momenti più difficili. La sua scelta di lasciare il Cesena a fine maggio per tornare a Palermo l’ho sempre rispettata”

Quando ha capito che il Cesena stava per fallire?
“Tardi. Troppo tardi. Quando i giochi erano ormai fatti. Come tutti gli altri sapevo che il club aveva dei grossi problemi finanziari, però allo stesso tempo gli stipendi continuavano ad arrivare regolarmente. Poi, quando a giugno per la prima volta non è arrivato il ‘solito’ bonifico, ho capito tutto... ”

Lei a Cesena aveva iniziato malissimo. Poi, grazie anche a Castori, è arrivata la mutazione.
“Sicuramente con Castori ho giocato le mie migliori partite di quel biennio bianconero. Però, così come è vero che molte mie discrete gare ‘castorizzate’ sono state incensate eccessivamente dalla stampa, è anche vero che altre mie partite normali fatte con Drago o Camplone sono state criticate da qualcuno in maniera troppo cattiva... ”.

Il suo momento top e il suo momento flop in Romagna?
“La gioia più bella l’ho vissuta la scorsa stagione all’Orogel Stadium, quando siamo riusciti ad arpionare quell’incredibile vittoria col Parma. Il momento più brutto l'ho vissuto sempre in casa, nella mia prima stagione. Ultimo minuto di Cesena-Entella. Mi faccio male e sono costretto ad uscire dal campo. Passo sotto la Mare e mi becco una valanga di fischi e di insulti. Sensazione bruttissima”

Tempi lontani. Ora a Cesena tutti i tifosi la ricordano con affetto.
“Se non fosse arrivato il fallimento, molto probabilmente, sarei rimasto in Romagna. A Cesena col tempo ho avuto modo di conoscere gente splendida, persone vere. Ora in testa ho solo il Venezia ma non vi nascondo che un giorno mi piacerebbe da matti tornare ad indossare la casacca bianconera”

Intanto ci hanno detto che lei è diventato un supertifoso del 'nuovo' Cavalluccio.
"Sono venuto a Forlì a vedere il derby con la Sammaurese. Ho seguito in tv tre partite intere, l’ultima delle quali è stata Isernia-Cesena. Sul web guardo spesso gli highlights. Insomma, cerco di rimanere sul pezzo. Mi auguro di cuore che i bianconeri possano vincere questo duello a distanza col Matelica ed archiviare il prima possibile questa brigosa ‘pratica D’. Non è mai facile vincere un campionato, ma questo Cesena deve tornare subito fra i prof”

Nella truppa di Angelini gioca anche il suo vecchio compagno di squadra Agliardi.
“Finora Federico, con le sue grandi parate, alla band di Angelini ha regalato punti pesantissimi. Chicco poi è anche un grande uomo spogliatoio: il Cesena ha fatto benissimo a ricorrere, seppur tardivamente, alla sua esperienza. Piuttosto io, se fossi stato un dirigente del nuovo Cesena, la scorsa estate mi sarei portato a casa pure Cascione. Là in mezzo, accanto all’inesauribile De Feudis, uno con il suo piede avrebbe fatto molto comodo. Emmanuel aveva ancora tanto da dare a questo club. Dentro e fuori dal campo... ”

Prima di salutarci ci dica due cosine su un ‘certo’ Zenga.
Da quando è arrivato lui, il Venezia, ha sicuramente fatto dei grandi miglioramenti. Che dire di più del mister? Che è uno che si fa rispettare, uno che di calcio ne capisce a pacchi. Tra l’altro è anche un allenatore molto... avanti. Noi ad esempio, se giochiamo in casa, non andiamo nemmeno in ritiro”